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Giovanni Badino, Dipartimento di Fisica Generale dell’Università di Torino, Associazione Culturale La Venta, Società Speleologica Italiana

LE TERRE DELLA NOTTE

Articolo estratto dal n. 3/2000 della rivista S.I.GE.A "Geologia dell'ambiente"

yellowba.gif (996 byte) Riassunto

Negli ultimi decenni le esplorazioni speleologiche hanno rivelato che il mondo sotterraneo è di dimensioni immensamente maggiori di quanto si sospettasse. Viene qui presentato un quadro sintetico delle grotte note, in Italia e nel mondo, da cui emergono inattesi aspetti del fenomeno carsico profondo fra cui un comportamento frattale.

parole chiave: esplorazioni speleologiche, fenomeni carsici nel mondo, catasto delle cavità naturali, frattali in geologia

 

yellowba.gif (996 byte) Abstract

In the last decades speleological explorations have revealed how the underground world is extremely much wider that one could expect. Here a synthetic scheme of known caves, in Italy and worldwide, is presented, that shows a fractal behaviour of caves.

key words: speleological explorations, karst phenomena worldwide, register of natural cavities, fractal

 

yellowba.gif (996 byte) La progressione delle scoperte

La speleologia esplorativa, in senso moderno nata alla fine del secolo scorso, ha conosciuto negli ultimi trent'anni un enorme sviluppo, connesso, fra le altre cose, con miglioramenti tecnici, diffusione dei mezzi di trasporto privati, aumento di sensibilità nei confronti dell'ambiente e crescita della ricchezza.

Nel primo dopoguerra erano note solo due cavità di profondità maggiore di 500 metri, ma già erano 6 nel '55, 20 nel '65, 44 nel '70, 91 nel '76, 218 nell'85, 389 nel '98 e 396 all'inizio di quest'anno. L'andamento delle esplorazioni di quelle ancora più profonde è ancora più impressionante. La prima di oltre mille metri è stata esplorata nel '56 (il gouffre Berger, in Francia), nel '66 la seconda, erano già 5 nel '78, 22 nell'85, 47 nel '94, 58 nel '97 sino alle attuali 63.

Il grafico (Fig.1) mostra questi andamenti per i due gruppi (A e B nel seguito). L'andamento quasi rettilineo su questa scala semi-logaritmica mostra che la progressione è quasi esponenziale. In modo più preciso possiamo distinguere due fasi: dal 1960 all'85 la progressione è abbastanza regolare ed il numero di grotte note va raddoppiando ogni 5.5 anni, sia per il gruppo A che per il B. Dall'85 l'andamento è ancora esponenziale ma su un diverso tempo di raddoppio, che passa per il gruppo A a 17 anni e il B a 9 anni. In tempi recenti dunque questa crescita si sta allentando: è possibile che si sia esaurito l'effetto degli sviluppi tecnici (che comunque ci sono ancora) ma è più credibile che ci sia stata una riduzione dell'attrattività della speleologia a causa dell'apparizione di altre attività del tempo libero, e che quindi la crescita del numero degli addetti, comunque in positivo, abbia smesso di accelerare. A conferma di questo c'è l'indizio che mentre la crescita delle scoperte di grotte meno prestigiose e più diffuse sul territorio (gruppo A) ha rallentato fortemente, la riduzione di quelle del gruppo B è quasi insensibile: il numero di squadre operative a quelle profondità non sta crescendo così rapidamente, ma è evidente un'orientazione degli esploratori a ricerche prestigiose.

Fig. 1 – Aumento nel tempo del numero di grotte note, in relazione alla profondità. Col cerchietto vengono indicate quelle con profondità compresa tra 500 e 1000 metri, col quadratino quelle con profondità maggiore di 1000 metri.

 

yellowba.gif (996 byte) Le più profonde e le più lunghe

Vediamo quali e dove sono le grotte più profonde e sviluppate nel mondo.

Le più profonde sono oltre i 1500 metri di profondità e sono, in modo nettissimo, quelle europee, così come la speleologia esplorativa europea è soprattutto una speleologia di profondità (Tabella 1).

 

da SIS-INRIA FFS

     
 

GROTTA

stato

profondità

[m]

sviluppo

[km]

1

Lamprechtsofen--Vogelschacht

Austria

1632

44

2

Gouffre Mirolda/Lucien Bouclier

Francia

1610

12

3

Réseau Jean Bernard

Francia

1602

20

4

Torca del Cerro

Spagna

1589

5

5

Pantyukhinskaya

Georgia

1508

5

6

Ceki 2 (Cehi 2)

Slovenia

1480

4

7

Sistema Huautla

Messico

1475

57

8

Sistema del Trave

Spagna

1441

9

9

Boy-Bulok

Uzbekistan

1415

14

10

Laminako Ateak (BU56)

Spagna

1408

15

Tab. 1 – Le grotte più profonde conosciute

Se esaminiamo le statistiche che illustrano, Paese per Paese, le grotte di profondità fra 500 e 600, fra 600 e 700 e così via, vediamo che la speleologia di profondità è riservata a Spagna, Francia, Italia ed Austria. Staccati seguono Messico e Slovenia. Ma è facile stimare che questo sia soprattutto il risultato del numero di ore di dedizione al territorio spese dagli speleologi, e non un reale squilibrio geologico. E' facile, anzi, prevedere che stati come Slovenia, Turchia, Messico e soprattutto Croazia sono destinate ad entrare abbastanza in fretta fra le prime.

Le grotte lunghe, invece, tendono a concentrarsi in territori vasti e speciali. La lunga tradizione degli speleologi statunitensi (praticamente inetti in tecniche verticali, utilizzate da ben pochi di loro...) e il territorio adatto hanno portato il Paese nord americano ad un'assoluta prevalenza in questo campo, con 5 grotte di oltre cento chilometri di estensione e una che va addirittura a sfiorare i 600 km, la Mammoth Cave (Tabella 2).

 

 

da SIS-INRIA FFS

     
 

GROTTA

stato

profondità

[m]

sviluppo

[km]

1

Mammoth Cave

USA

116

563

2

Optimisticheskaya

Ucraina

20

208

3

Jewel Cave

USA

181

193

4

Holloch

Svizzera

941

175

5

Lechuguilla Cave

USA

478

162

6

Siebenhengste-hohgant

Svizzera

1340

140

7

Wind Cave

USA

198

140

8

Fisher Ridge Cave

USA

108

136

9

Ozernaya

Ucraina

20

111

10

Gua Air jernih

Malaysia

355

109

Tab. 2 – Le grotte conosciute con maggiore sviluppo.

La storia delle esplorazioni in questa immensa grotta permette di capire qualcosa sull'andamento della speleologia statunitense. Anche qui si vede come la svolta sia all'inizio degli anni '60, quando in realtà nasce la cultura dell'esplorazione sistematica, anche in Europa ( Fig. 2).

Fig. 2 – Sviluppo rilevato del complesso Flint – Mammoth (Kentucky). In ordinate gli anni.

Dopo di allora la crescita di sviluppo è esponenziale, come al solito, e come al solito con una tendenza al cedimento nell'ultimo decennio.

Altri territori si sono prestati a generare grotte immense. I pianori ucraini hanno al di sotto sottili e vastissimi strati di gesso carsificati: le grotte che vi sono state esplorate, sviluppate per centinaia di chilometri, sono probabilmente un frammento insignificante di quanto c'è.

Ma nel complesso le grotte più grandi, cioè di grande sviluppo e profondità, capaci di spaziare per intere montagne, sono a nord delle Alpi, in Svizzera. La Holloch, per molti versi, si può considerare la più grande del mondo.

 

yellowba.gif (996 byte) Statistiche di sviluppo

L'informatizzazione della speleologia mondiale, appena agli inizi, sta già permettendo delle analisi statistiche sul fenomeno carsico profondo.

In questo caso abbiamo utilizzato i dati della francese SIS-INRIA, della Fédération Française de Spélélogie, che elenca le grotte di profondità maggiore di 300 metri e di sviluppo superiore ai tre chilometri.

Il grafico(Fig. 3) mostra il numero di grotte di sviluppo totale superiore ad un certo valore.

Fig. 3 – Numero di grotte al mondo con sviluppo > L, fino a 50 km.

La distribuzione è una retta su assi log-log, ed è quindi descritta da una legge di potenza del tipo:

Il grafico corrispondente per le sole grotte italiane, che presenteremo nel seguito, mostra un comportamento analogo con esponente -1.47.

Un comportamento di tal genere mostra che anche per lo sviluppo totale delle cavità vale l'invarianza di scala assai frequente nei fenomeni geologici (cioè non esiste una "lunghezza caratteristica delle grotte"), e mostra pure che la dimensione frattale dell'estensione delle grotte si colloca fra 1.4 e 1.5, un valore simile a quello dello sviluppo delle coste rocciose (Turcotte, 1992). Sono però necessarie ulteriori ricerche ai fini di caratterizzare i vari tipi di carsismo sulla base della loro dimensione frattale.

 

yellowba.gif (996 byte) Statistiche di profondità

La profondità di una grotta è definita come differenza fra il punto più alto e quello più basso; si tratta dunque di un parametro estremamente semplificato e con grande perdita di informazione in confronto, ad esempio, a quello dello sviluppo totale.

L'analisi della distribuzione del numero di cavità note con profondità comprese fra X e X+L X è molto interessante. Abbiamo utilizzato un L X di 50 metri.

Fig. 4 - Distribuzione del numero di grotte note di profondità fra H e H+D H (=50 m).

Il grafico ( Fig. 4) illustra un rigoroso andamento esponenziale della distribuzione di frequenza delle profondità; si noti che la scala delle ascisse è lineare, si tratta cioè di una rappresentazione semi-log.

La distribuzione cumulata delle profondità (numero di grotte con profondità maggiore di un certo valore) è analoga ( Fig. 5):

Fig. 5 – Numero di grotte note con profondità > H. L’andamento è esponenziale con scala di lunghezze 240 m.

segue cioè (con coefficiente di correlazione 0.999...) una legge del tipo:

Il termine A ha un semplice significato di normalizzazione: si tratta in sostanza delle grotte di grandi dimensioni note sinora.

Molto più interessante, e totalmente da interpretare, è l'andamento di tipo esponenziale: la profondità delle grotte non pare avere comportamento frattale, e dunque invarianza di scala, e difatti nella distribuzione caratteristica compare una "scala di profondità" di 240 m. Una tale distribuzione è bizzarra, come se le grotte venissero approfondite con un'estrazione a sorte: a qualsiasi profondità, in qualsiasi montagna, ci si approfondisce ancora di un metro con probabilità uguale a 1/240...

 

yellowba.gif (996 byte)In Italia

Le grotte in Italia hanno, sia per numero che per dimensioni, assoluto rango mondiale per la profondità, ma sono quasi marginali per lo sviluppo. Si pensi che la maggiore grotta italiana, il complesso del Monte Corchia occupa il cinquantunesimo posto nella classifica mondiale!

 

GROTTA

regione

zona

profondità [m]

1

Abisso Paolo Roversi

Toscana

Alpi Apuane

1250

2

Abisso Olivifer

Toscana

Alpi Apuane

1215

3

Complesso del Monte Corchia

Toscana

Alpi Apuane

1190

4

Abisso Viva le Donne

Lombardia

Grigna Sett.

1170

5

Abisso Saragato

Toscana

Alpi Apuane

1125

6

Complesso Foran del Muss

Friuli VG

Canin

1110

7

Pozzo della Neve

Molise

Matese

1045

8

Abisso di Malga Fossetta

Veneto

Alt. di Asiago

975

9

Complesso dei Piani Eterni

Veneto

Vette Feltrine

965

10

Complesso Pinelli-Pianone-Paleri

Toscana

Alpi Apuane

965

Tab. 3 – Grotte note in Italia, ordinate secondo la profondità.

La concentrazione massima di grandi grotte si ha nelle Alpi Apuane, che dominano in modo assoluto per la profondità ( Tab. 3), ma sono anche prevalenti per quel che riguarda gli sviluppi ( Tab. 4).

Sull'arco alpino la montagna chiave pare essere il Marguareis: le gallerie che drenano il suo versante sud assommano ad oltre sessanta chilometri, ma è anche la montagna su cui sono stati profusi più sforzi esplorativi, e quindi il dato può essere falsato. E' facile prevedere che esplorazioni sistematiche in massicci come il Canin e le Grigne sono destinate a modificare la situazione.

 

GROTTA

regione

zona

sviluppo

[km]

1

Complesso del Corchia

Toscana

Alpi Apuane

52.3

2

Complesso della Codula di Luna

Sardegna

Codula di Luna

40.1

3

Complesso di Piaggia Bella

Piemonte

Marguareis

38.0

4

Grotta di Monte Cucco

Umbria

Monte Cucco

31.3

5

Complesso Saragato-Aria Ghiaccia

Toscana

Tambura

28.0

6

Buso de la Rana

Veneto

Faedo-Casaron

25.3

7

Complesso Fiume-Vento

Marche

Frasassi

23.0

8

Grotta della Bigonda

TrentinoAA

Alt. di Asiago

22.6

9

Sistema Su Bentu-Sa Oche

Sardegna

Lanaitto

18.1

10

Complesso del Col delle Erbe

Friuli VG

Canin

17.8

Tab. 4 – Le grotte note in Italia secondo il loro sviluppo

Sta di fatto che le grotte, sia profonde che lunghe, sono ben diffuse sul territorio. Il grafico ( Fig. 6 ) mostra la distribuzione delle grotte di sviluppo maggiore di un certo valore. L'andamento con legge di potenza è analogo a quello delle grotte mondiali, con dimensione frattale 1.47.

Fig. 6 – Numero di grotte in Italia con sviluppo > L, fino a 50 km.

Vediamo dati più dettagliati, desunti dal Catasto Nazionale (Tab. 5).

I dati nelle colonne dati, intervallate da colonne percentuali, sono divisi tipograficamente in due gruppi: quelli in grassetto corsivo sono quelli con dato maggiore della media, in carattere normale minore della media, che si può leggere alle ultime due righe riassuntive di tutto.

regione

Grotte Note

%

Italia

Grotte Grandi

%

Italia

Gruppi Speleologici

%

Italia

Sup. regione

[Gmq]

%

Italia

Grotte/Gmq

Sviluppo Totale delle grotte

[km]

Sviluppo Medio [m]

Piemonte-V d’A

1740

5.5

32

15.0

14

4.6

28.7

9.5

61

145

83

Lombardia

3020

9.6

26

12.1

42

13.9

23.8

7.9

127

Veneto

5560

17.7

20

9.3

25

8.3

18.4

6.1

302

298

54

Trentino-AA

1640

5.2

7

3.3

9

3.0

13.6

4.5

121

105

64

Friuli-VG

5830

18.6

41

19.2

27

8.9

7.8

2.6

747

300

51

Liguria

1360

4.3

1

0.5

18

5.9

5.4

1.8

252

65

48

Emilia-Romagna

817

2.6

1

0.5

17

5.6

22.1

7.3

37

69

Toscana

1370

4.4

41

19.2

26

8.6

23

7.6

60

270

197

Umbria

860

2.7

3

1.4

12

4.0

8.5

2.8

101

54

63

Marche

500

1.6

4

1.9

9

3.0

9.7

3.2

52

Lazio

1550

4.9

9

4.2

11

3.6

17.2

5.7

90

95.5

62

Abruzzi

500

1.6

0

0.0

5

1.7

10.8

3.6

46

Molise

60

0.2

2

0.9

1

0.3

4.4

1.5

14

Campania

1250

4.0

8

3.7

5

1.7

13.6

4.5

92

Basilicata

251

0.8

0

0.0

1

0.3

10

3.3

25

28

112

Puglia

1700

5.4

1

0.5

31

10.2

19.4

6.4

88

60

35

Calabria

370

1.2

1

0.5

6

2.0

15.1

5.0

25

23.5

64

Sicilia

730

2.3

4

1.9

15

5.0

25.7

8.5

28

37

51

Sardegna

2280

7.3

13

6.1

29

9.6

24.1

8.0

95

310

136

ITALIA

31388

214

303

301.3

104

1860

medie

1652.0

11.3

15.9

15.9

sviluppo totale stimato [km]

2240

Tab. 5 – Distribuzione delle grotte esplorate in Italia.

In prima colonna vi è il numero di grotte inserite nel Catasto Nazionale.

Si definisce "grotta" ogni cavità con sviluppo maggiore di 5 metri (ci sono anche note accessorie su come misurare gli sviluppi, quali devono essere le dimensioni dell'ingresso e altro, ma qui non ci interessa). In ultima riga si ha che la media di grotte per regione è di circa 1600, un dato però poco significativo.

Si vede come domini incontrastato il Nord Est, con oltre il 30% delle grotte.

Le Grotte Grandi sono quelle con sviluppo maggiore di tre chilometri o con profondità superiore ai 300 metri: sono 214 in Italia, in media 11 per regione.

Vincono Toscana e Friuli, ma anche Piemonte e Lombardia se la cavano: certo è che le quattro regioni si sono arraffate i 2/3 delle grotte importanti in Italia. Quanto è legato all'abilità degli esploratori piuttosto che al territorio? Nessuno lo sa. D'altra parte il Piemonte e la Toscana sono le due regioni maggiormente "colonizzate" da speleologi extra-regionali e quindi i meriti esplorativi vanno distribuiti.

La terza colonna dati dà il numero di gruppi speleologici nella regione. Si tratta di dati di sovrastimati, molti gruppi esistono assolutamente solo sulla carta. E' un dato difficile da interpretare perché è contraddittorio: la presenza di molti gruppi grotte può indicare sia la presenza di molta attività e di molti speleologi, che essere il segno di litigiosità inconcludente.

Dopo la colonna che dà la superficie della regione c'è il numero di grotte a migliaio di kmq, in pratica quanto le grotte sono presenti sul territorio. La disuniformità della distribuzione dei calcari rende il dato indicativo, ma appare chiaro che il Friuli si stacca nettamente. Escono bene Liguria, Trentino, Veneto e Lombardia. Il Piemonte e la Toscana svaniscono, le grotte vi sono disperatamente concentrate e, in fondo, poche rispetto alle dimensioni del territorio.

La penultima colonna dà lo sviluppo totale delle grotte note nella regione, quando noto. Qui i dati divengono abbastanza più uniformi ed escono quattro regioni con circa lo stesso sviluppo totale di trecento chilometri: Sardegna, Veneto, Toscana e Friuli. Il Piemonte pesa la metà (e l'80% di questo sta nel solo Marguareis!), e poi tutte le altre staccate.

E' notevole come invece non ci sia uniformità nello sviluppo medio delle grotte, regione per regione (ultima colonna).

Il dato generale, con stime per le regioni di cui manca il dato, fa stimare in 2250 km lo sviluppo totale delle grotte esplorate in Italia.

 

yellowba.gif (996 byte) Futuro

Abbiamo visto che gran parte del mondo sotterraneo è stata esplorata in tempi recenti, e in effetti pochi decenni or sono nessuno avrebbe osato pensare che il mondo delle grotte fosse così vasto. La crescita incessante, e sempre più rapida, fa sospettare che quanto è stato sinora esplorato sia comunque una parte minima dell'esistente. Vediamo se possiamo valutare le dimensioni di quanto c'è ancora da scoprire, basandoci sulle montagne nelle quali le esplorazioni sono state più accurate. La tabella 6 ne illustra alcune, di carsismo alpino e no. Le prime tre colonne danno la superficie, la potenza e il volume della roccia in cui vi è la cavità, la quarta lo sviluppo della grotta, e le ultime due la densità di gallerie in rapporto al volume e alla superficie.

grotte

superficie

[kmq]

dislivello [km]

volume (±50%)

sviluppo [km]

densità volumica

[km\kmc]

densità superfic. [km/kmq]

jewel

6

0.15

1

120

120

20

mammouth

80

0.2

16

550

34

7

pierre st.m

20

1.5

30

50

1.7

2.5

hyournedo

10

1

10

90

9

9

piaggia bella

4

1

4

35

9

9

marguareis S

10

1.5

15

60

4

6

col delle erbe

1.8

1

1.8

14

8

8

corchia

3

1.2

3.6

50

14

16

Tab. 6 – Dimensioni di alcune grotte nel mondo.

Si vede come la densità volumica vari di un fattore cento fra carsismi di diverso tipo, mentre la densità in rapporto alla superficie ha una variabilità molto contenuta, intorno al valor medio di circa 10 km di gallerie ogni chilometro quadrato di superficie carsificata.

L'infiltrazione efficace tipica delle zone carsificate in genere è di 1000 mm/a, cui corrisponde un flusso medio di una trentina di litri al secondo da ogni chilometro quadrato ogni anno: con il dato precedente possiamo valutare che a 10 km di gallerie corrisponda un flusso di qualche decina di litri al secondo e dunque, invertendo il ragionamento, se siamo di fronte ad una sorgente (non risorgenza) con carsismo sviluppato (forti e pronte variazioni di portata a seguito di precipitazioni) e se la piovosità è "normale", possiamo stimare che per ogni litro/s di portata media alle sorgenti esistano alcune centinaia di metri di grotta.

Concludiamo dunque questa rassegna osservando che possiamo stimare in molti milioni di chilometri l'estensione delle grotte esplorabili nelle montagne del pianeta, contro i circa quindicimila esplorati sinora nel mondo: con decenni di impegno di decine di migliaia di persone siamo appena riusciti a sfiorare le Terre della Notte...

 

yellowba.gif (996 byte) Bibliografia

 

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