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di Alain Rosa
Articolo pubblicato sul n. 59
(settembre/ottobre 1996) della rivista ![]()
Negli ultimi anni dell'impero augusteo il geografo
Strabone, prendendo in esame le fonti omeriche, metteva in discussione la veridicita'
della presenza di navi nel Mar Nero, causa le frequenti violentissime mareggiate che sono
solite scatenarsi in quelle acque, tanto da avere l'appellativo di Axnos, cioe'
"inospitale", anche dalle genti che popolano le coste definite bellicose. Con la
comparsa dei primi insediamenti greci, inizialmente semplici fondachi, l'appellativo era
stato quello piu' rassicurante di Euxinos, Ponto Eusino. Ovidio, esule in quella regione
(a Tomis, l'odierna Costanza), elogia questo mare nelle sue metriche.
Quanto al Danubio, fu il palinsesto di diversi assetti territoriali fra le numerose
popolazioni locali (Traci, Daci e Geti) e quelle provenienti dal mare, greche prima e
romane poi. E' soprattutto nel periodo imperiale che questo fenomeno si accentua con il
sorgere lungo le sponde a oriente del fiume di centri fortificati che hanno
caratteristiche prevalentemente militari di difesa e controllo del confine da possibili
sconfinamenti di genti, soprattutto getiche.
Da fattorie a centri urbani. - Il periodo piu' significativo sotto il profilo storico e' senza dubbio quello della colonizzazione. Le prime colonie si insediarono come semplici fattorie gia' nell'VIII sec. a.C. Successivamente si trasformarono in veri e propri insediamenti urbani lungo le coste del Ponto da dove in seguito fecero partire le proprie navi in ottemperanza alla politica espansionistica voluta dalle citta' greche della Ionia. Sul mare pontico gravitano genti di origine dorica come i Megarasi che si assicurarono il controllo del Bosforo fondando la colonia di Eraclea Pontica sulla costa anatolica del Mar Nero la quale in seguito attuera' una propria politica colonizzatrice verso le coste occidentali con la fondazione delle colonie di Mesambria e Callatis. Megara, inoltre, si distinguera' anche nel territorio tracio con la fondazione di colonie quali: Istro, Apollonia, Odessa e Tomis.
Ipotesi sulla fondazione. -
Callatis, l'odierna Mangalia, fu fondata dalla megarese colonia di Eraclea Pontica nella
parte meridionale della regione della Doubrogia, regione delimitata a sud dal confine
dell'attuale Bulgaria, a nord e a ovest dal Danubio e a est dal Mar Nero. Lo pseudo
Skimnos ci informa che la colonia fu decisa a seguito del responso dell'oracolo di Delfi,
ma esistono piu' versioni letterarie antiche in proposito. Quelle epigrafiche danno
notizia di genti di Eraclea Pontica che lasciarono la loro citta' per fondare nuove
colonie.
Significativo e interessante resta a questo proposito il ritrovamento di una lastra in
marmo, scoperta nel 1970, sulla quale e' presente, in uno dei lati, un'iscrizione con
caratteri datati al VI sec. a.C., mentre sul lato opposto di riutilizzo si rilevano
caratteri del II sec. a.C. Un'altra fonte e' Demetrio di Callatis, personaggio vissuto fra
III e II sec. a.C. nella cittadina pontica dove esegui' una serie di studi del territorio
realizzando una ventina di carte topografiche.
E' stato accertato che la colonia fu fondata su un precedente insediamento di origine
getica. La cittadina sorse su un territorio fertile degradante verso il mare vicino a una
laguna di acqua dolce. Nel IV sec. a.C. Callatis vive un periodo di grande prosperita'
economica con un notevole sviluppo socio-politico e un grande fermento culturale. Tutto
questo la portera' a beneficiare di una propria autonomia di mercato che dovra' difendere
dalle ingerenze esterne con l'istituzione di una propria zecca. In questo periodo,
caratterizzato da un regime democratico sul modello delle citta'-stato dell'Egeo, Callatis
amplia i confini urbani estendendo il sistema difensivo murario, accresce le strutture
portuali, costruisce templi, edifici pubblici, civili, erige monumenti.
Callatis insieme alle altre citta' pontiche dovra' accettare l'autorita' del piu' forte
stato macedone. E' il periodo in cui si susseguono i regni di Filippo II (359-336 a.C.) e
Alessandro il Grande (336-323 a.C.) e si instaura il regno macedone di Lisimmaco, il cui
dominio terminera' con la sua morte nel 281 a.C.
Con il I sec. a.C. incombe un nuovo pericolo: Roma. All'avanzata si oppongono le citta'
pontiche che si riuniscono in una vasta alleanza di resistenza guidata da Mitridate VI re
del Ponto. A questa grande unione partecipa anche Callatis (72-71 a.C.) che comunque viene
sconfitta: l'avvenimento e' confermato da un'epigrafe dove e' riportata la stipula di un
accordo che evidenzia la sottomissione di Callatis a Roma. In seguito Callatis vive un
nuovo periodo di prosperita' e, con il cristianesimo, e' la prima citta' del Mar Nero con
sede episcopale. Viene abbandonata nei primi decenni del VII sec. d.C. per i continui
attacchi di popoli avaro-slavi che alla fine la distruggono.
Ultime scoperte. - Nel 1993 i
funzionari del locale Museo archeologico hanno rinvenuto la struttura di un edificio di
culto e parte di mura di epoca ellenistica; dalle numerose scoperte si e' potuto definire
l'andamento delle mura antiche, su cui in molti casi si sovrappongono quelle piu' recenti
di epoca romana. Il materiale ceramico rinvenuto e' composto in prevalenza di parti
architettoniche di copertura, frammentate, come le tegole sinopie stampigliate datate
370-346 a.C.
E' stato possibile individuare anche una prima area sepolcrale, con sepolture datate al IV
sec. a.C., prevalentemente formate da cassa in lastre di pietra per l'inumato e ricoperte
da tegole in argilla, disposte a spina di pesce. Altre sepolture si datano in epoca
romano- bizantina. Una seconda zona sepolcrale del II-III sec. d.C. e' stata scoperta a
Mangalia nel settore nordovest della cinta muraria con sepolture a inumazione in cassa
litica e in terra. Nei corredi funerari e' impressionante la quantita' di gioielli in oro
e argento, finemente lavorati, oltre a oggetti in bronzo, ceramica e vetri. L'epoca
romano-bizantina e' la piu' indagata: le sepolture evidenziano la forte spiritualita'
presente a Callatis nel periodo in cui trionfa il cristianesimo.
Il turismo la nuova ricchezza. La
citta' moderna di Mangalia sorge sopra i resti dell'antica Callatis. Seconda per
importanza solo alla vicina Costanza, la citta' si estende su un vasto territorio
semipianeggiante e ha come attivita' economiche principali, oltre alla cantieristica,
l'agricola (ottimi i vini) e l'allevamento; cio' ha consentito la salvaguardia del
paesaggio, fatta eccezione per alcune realta' industriali ben localizzate. La regione di
Callatis e parte della costa sono interessate da centri turistici, anche grazie
all'abbondanza di acque termali. Con l'incremento dell'afflusso turistico incoraggiato
dall'apertura delle frontiere si e' vivacizzato anche l'interesse verso i beni culturali.
La citta', a questo proposito, si e' adeguata con la costruzione del nuovo Museo
archeologico Callatis.
Diretto da V. Georgescu, il museo e' divenuto il punto di riferimento dell'attivita' di
ricerca; vi sono esposti i reperti recuperati negli scavi, databili dal Neolitico alla
tarda eta' bizantina.
Accordo italo-rumeno. - A seguito
della ripresa di questa nuova fase di attivita', sono stati instaurati rapporti di
collaborazione tecnico-scientifica con la Societa' cooperativa archeosub
"Metamauco" di Padova che ha accolto la proposta di V. Georgescu, sotto l'egida
del Ministero della cultura della Romania, per la stipula di un accordo finalizzato
all'attuazione di un programma di indagini archeologiche subacquee nel Mar Nero e alla
formazione di personale specializzato rumeno. Tale accordo prevede la concessione in
esclusiva per sei anni alla "Metamauco" delle ricerche archeologiche subacquee
lungo tutto il litorale di competenza del Museo di Callatis.
E' stato cosi' possibile dare il via alla prima campagna di indagine subacquea con una
missione italiana in Romania.
Museo archeologico nazionale di Ferrara
Informazioni: Cooperativa archeosub "Metamauco", via Savonarola
37, Padova - 049/8702711
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