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ARCHEOLOGIA SUBACQUEA IN NORTH CAROLINA

di Mario Mazzoli (A.S.S.O.)

articolo pubblicato sulla rivista "L'Archeologo Subacqueo" - settembre/dicembre 1995

La North Carolina possiede circa 480 chilometri di costa che vanno dalla Virginia alla South Carolina; parte della costa e' rappresentata dai famosi "Outer Banks", una stretta striscia di sabbia che si stende per 280 chilometri dalla virginia verso sud sino a Cape Lookout.
Le attivita' archeologiche subacquee sono coordinate ed effettuate quasi totalmente dalla Underwater Archaeology Unit (UAU) della North Carolina la cui sede si trova nel sito storico di Fort Fisher, famoso per le sue vicende storiche durante la Guerra Civile.

La UAU, fondata nel 1965, e' composta da cinque persone dirette da Richard Lawrence e si avvale della collaborazione di volontari. Possiede quattro imbarcazioni, un sistema video subacqueo, magnetometri, uffici, un'officina, un laboratorio di conservazione e restauro e un piccolo ma molto ben organizzato museo.
L'istituzione, che tra i compiti principali ha la tutela del patrimonio storico sommerso e possiede ormai un archivio con la documentazione relativa a piu' di 3.000 relitti giacenti lungo la costa, di cui 450 controllati direttamente, riceve e visiona tutte le domande relative ad opere in acqua e sul bagnasciuga, e, se relative ad una zona considerata a rischio, ne dispone il controllo diretto con personale della UAU o richiede che per la realizzazione del progetto sia assunto un archeologo.
Di notevole importanza e' l'attivita' di ricerca promossa ed attuata dalla UAU come nel caso del vascello coloniale "Rose Hill" i cui lavori, oltre che ad approfondire la conoscenza del relitto, hanno costituito l'occasione per organizzare un campo scuola per studenti universitari e volontari.

Il relitto di Rose Hill

Lo studio del relitto e' stato condotto da Richard Lawrence e Mark Wilde-Ramsing, della UAU, e da Geoffrey Scofield, curatore di tecnologia marittima e di architettura navale al museo marittimo di Beaufort.

Nel 1987 fu segnalato un relitto in legno nell'approdo di Rose Hill, un area relativa ad una piantagione coloniale sulla parte nord-est del fiume Cape Fear, sei miglia sopra Wilmington, citta' portuale che fino al 1910 era la piu' grande della Carolina.
Lo scafo (m. 18,90 x. 3,65) giaceva presso la sponda est del canale, a circa 5 metri di profondita', ricoperto da una coltre di sedimento. La UAU, dopo aver effettuato alcuni sopralluoghi, decise di intervenire sull'intero relitto nel 1992. Le diverse difficolta' ambientali come la scarsa visibilita', la velocita' della marea e la forte corrente, comportarono l'adozione di alcuni espedienti tecnici. Sull'intera area, infatti, fu installato un reticolo rigido utilizzato per il rilievo come base delle diverse misurazioni e come riferimento per le operazioni di scavo. Queste ultime, effettuate a mano e con l'ausilio di una pompa aspirante, hanno consentito di asportare dapprima i detriti fluviali e i materiali non appartenenti all'imbarcazione tra cui frammenti di ceramiche indiane, bottiglie coloniali, frammenti di terracotte del XIX secolo ed anche alcuni piatti dell'esercito americano della II guerra mondiale, e successivamente i sassi impiegati dalla Rose Hill come zavorra.

Pur non essendovi traccia del carico, un'attenta e paziente opera di rilevamento ha permesso la redazione di una dettagliata pianta in cui sono riportate le diverse soluzioni tecniche adottate nella costruzione dello scafo. Queste particolarita', confrontate con i piani di costruzione di altre imbarcazioni suggeriscono una data compresa tra il 1600 ed il 1750; piu' precisamente, grazie all'esame delle caratteristiche del paramezzale e del tipo di incastri presenti, al secondo quarto del XVIII secolo.

Si e' dunque potuto stimare che la Rose Hill fosse un'imbarcazione con una lunghezza "fuori tutto" di 20,40 metri, alta alla battuta circa m. 6,70 e con un dislocamento di circa 103 tonnellate. Probabile mercantile, come dimostrano le forme dello scafo, largo, piatto ma anche dotato di notevole pescaggio, e la presenza di un tavolato interno che permetteva di isolare le merci caricate nella stiva dall'acqua di sentina, la Rose Hill, costruita in una delle colonie americane del Nord-Est, forse il New England, naufrago' probabilmente a causa di un incendio come indicherebbero alcune tracce sullo scafo.

Il mancato rinvenimento delle attrezzature usate per la navigazione e della parte anteriore del paramezzale pone diversi quesiti, ancora non risolti, circa l'armamento adottato dall'imbarcazione. Se infatti si puo' escludere che fosse fornita di piu' alberi poiche' non vi e' traccia della scassa maestra sulla parte del paramezzale rimasta, com potrebbero invece suggerire la forma e le dimensioni dello scafo simili alle contemporanee golette o brigantini; cosi' e' anche da escludere che potesse essere un'imbarcazione senza alberi in considerazione principalmente del notevole pescaggio e poi anche del rinvenimento di una poderosa stufa da cucina di dimensioni troppo grandi per un impiego come chiatta nel fiume Cape Fear.

Risposte piu' esaurienti per i molti quesiti sollevati da questo relitto potranno provenire dall'ormai prossimo completamento degli studi ricostruttivi.

 

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