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CORSO DI LAUREA IN ARCHEOLOGIA SUBACQUEA ALL’UNIVERSITÀ DI VITERBO

La Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli studi della Tuscia - Viterbo ha deliberato l’attivazione a partire dal prossimo anno accademico 2002/2003 (da fine ottobre2002) di un Corso triennale di Laurea in Archeologia Subacquea. È il primo del genere, almeno in Itaha, e non stupisce la sua nascita a Viterbo che non si trova sul mare, pur essendo prossima al litorale I laziale (da Ladispoli all’Argentario) ed è tuttavia vicina anche ai laghi di Bolsena, di Mezzano, di Vica- i rello, di Bracciano e di Martignano, quasi tutti già interessati da ricerche archeologiche subacquee riferite agli insediamenti preistorici che vi sono sommersi.

Non stupisce, perché proprio nell’ateneo viterbese nacque, nove anni fa, il primo insegnamento in Italia di archeologia subacquea tenuto dal prof. Piero Alfredo Gianfrotta e quindi, con l’avvento dei nuovi corsi di laurea triennali istituiti dalla recente riforma universitaria, la decisione di dedicarne uno interamente ai numerosi ed articolati aspetti dell’archeologia subacquea ed alle metodologie di ricerca che più o meno direttamente vi si collegano appare come logica conseguenza di quell’inizio e di una ormai consolidata esperienza, anche in campo didattico. Il Corso, oltre naturalmente alle discipline di base proprie degli studi storico-archeologici (dalla preistoria fino alle soglie dell’età moderna), è caratterizzato da materie collegate non solo ai grandi temi delle navigazioni e degli insediamenti sommersi osservati da molteplici punti di vista, ma anche alle particolari situazioni ambientali in cui l’archeologo subacqueo può trovarsi ad operare e nelle quali si trovano e si conservano le testimonianze archeologiche.

Tra queste, appunto, la stessa archeologia subacquea, l’archeologia navale, la storia navale, il diritto della navigazione, la geologia marina, la biologia marina, l’ecologia, il rilievo dei monumenti antichi, la fotogrammetria, l’informatica applicata all’archeologia, la dendrocronologia, la conservazione e il trattamento dei materiali ed altre ancora. Per chi possiede brevetti di immersione sono previste attività pratiche (facoltative) di cantiere subacqueo, con esercitazioni di rilievo, di scavo subacqueo, di fotogrammetria applicata ad ambito subacqueo, mentre per chi volesse conseguire brevetti abilitanti alle immersioni (comunque non obbligatori per i corsi) si potranno stipulare accordi e convenzioni ad hoc con scuole abilitate e con Federazioni e Associazioni sportive.

Al completamento del percorso didattico, i laureati nel Corso di Laurea triennale in Archeologia Subacquea avranno quindi conseguito una buona formazione di base nell’ambito delle ricerche archeologiche, storiche e letterarie relative alle civiltà antiche, collegate ad appropriate competenze nei campi della legislazione e della gestione (anche amministrativa) dei beni culturali. Oltre che all’arricchimento culturale di quanti con vario ruolo e impegno già da tempo operano nel settore e si dedicano alle attività subacquee, il Corso di laurea è finalizzato alla formazione di nuove figure professionali di operatori i quali, in particolare quando in possesso di brevetto d’immersione, possano essere in grado di svolgere compiti tecnici specifici.

Tali figure s’individuano principalmente in quelle di assistente tecnico, di rilevatore-disegnatore, di fotografo-cineoperatore presso le Soprintendenze archeologiche e gli altri uffici del Ministero per i beni e le attività culturali, oltre che presso musei, presso enti territoriali, presso organi di ricerca, presso istituzioni culturali e fondazioni presenti nei campi della tutela, della gestione, del restauro, della fruizione dei beni culturali e archeologici in specie. Quali assistenti tecnici, essi dovranno essere in grado di programmare modalità e fasi d’intervento, di collaborare e/o di condurre scavi e ricognizioni, attività di rilevamento topografico, di rilievo strumentale e diretto e di documentazioni di dettaglio, oltre che di effettuare inventariazioni e schedature di strutture e di materiali, anche con l’impiego di metodologie archeometriche, di programmi informatici e con la realizzazione di sussidi multimediali volti all’illustrazione e alla moderna fruizione del patrimonio archeologico.

Nell’ambito della gestione e della valorizzazione si pensa ad un profilo professionale più ampio e versatile in grado di assumere, a seconda delle opportunità di impiego in interventi prettamente archeologici, ruoli di operatore tecnico. Quest’ultima veste risulta particolarmente indicata in situazioni ambientali che prevedano l’istituzione e la gestione di parchi archeologici sottomarini (oltre che naturalistici), nei musei navali, nei musei di archeologia subacquea e/o di tradizioni marinare e navali, nelle funzioni di istruttore subacqueo ecc.

Se poi si volesse proseguire nel completamento della formazione di archeologo ci si potrà iscrivere al Corso di laurea specialistica in Archeologia (biennale), similmente a chi proviene dal consueto percorso della Laurea triennale in Beni Archeologici.

Per informazioni::

Università i degli studi della Tuscia, Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali

Segreteria di Presidenza tel. 0761357166/167; fax. 0761357182 - Segreteria-studenti 0761357008/009

www.unitus.it.

 

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