ASSONET - Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione NETwork Archeologia Subacquea
lin_ros.jpg (2033 byte)

Ritrovamenti sulle coste del Lazio

articolo pubblicato sul numero 15 (set.-dic. 1999) della rivista L'ARCHEOLOGO SUBACQUEO

Dell'associazione A.S.S.0. (Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione), L'archeologo subacqueo ha già presentato un profilo (1, 1995, pp. 9-10). Fin dalla sua costituzione nel 1990, la A.S.S.0. si dedica, in forma del tutto volontaristica, a raccogliere informazioni e a segnalare ritrovarnenti agli enti istituzionali, in particolare - data l'area di attività dell'associazione - alla Soprintendenza archeologica per il Lazio; a quelle fatte in passato si aggiungono oggi le segnalazioni di alcuni rinvenimento di relitti, effettuati nei mesi scorsi nel corso di perlustrazioni e verifiche nelle acque del litorale pontino.

Il primo è stato individuato dal sig. Roberto Zori, a tre metri e mezzo di profondità nelle acque antistanti il litorale di Sperlonga. Si presenta come un cumulo di ammassi conerezionati, di forma ovoidale, emergente dalla sabbia per una superficie di circa 70 mq. Le concrezioni sembrano derivare da una notevole quantità di minerale grezzo, forse ferro; ne sono stati prelevati alcuni campioni che potranno essere oggetto di specifiche analisi. Incastrati tra questi elementi sono presenti numerosi frammenti di mattoni moderni e di ceramica. Al di sotto del cumulo, affiorano alcune porzioni di uno scafo ligneo che sembra essere in buono stato di conservazione. L'asse longitudinale del relitto è orientato in direzione N-S e risulta parallelo alla spiaggia dalla quale dista alcune centinaia di metri. Il massiccio dell'albero, lungo all'incirca m 1,70 e largo cm 33, ha una forma sagomata e presenta una scassa di 40 x 18 cm. nella quale sono presenti tracce di concrezione ferrosa. Esso sembra essere tutt'uno con il paramezzale che, scoperto per un tratto di 2,25 m, è largo 15 cm. e alto 13. Questo elemento è incastrato sulle ordinate e presenta, sulla faccia superiore, incassi con tracce di concrezioni, che dovevano alloggiare il piede dei puntelli dei bagli. Le quattro ordinate visibili hanno misure molto variabili e sono piuttosto massicce; sono posizionate a distanza ravvicinata (in media cm 15 cm). Non ci sono tracce di chiodi o cavicchi di collegamento con il fasciame. Tra due ordinate, è stata messa in luce una piccola porzione di fasciame, sul quale si sono notate tracce di collegamenti intemi (per es. tenoni).

lazio01.jpg (23492 byte)

Il sopralluogo effettuato non consente al momento di raggiungere maggiore precisione nell'identificazione del tipo di imbarcazione e nella deterininazione di una datazione affidabile del manufatto che potrà essere oggetto di ulteriori approfondimenti. Tuttavia, per le caratteristiche generali dei resti, il relitto sembra di epoca modema.

Il secondo relitto è stato rinvenuto dagli operatori della A.S.S.0. a circa 20 metri di profondità, nelle acque del Circeo. Il giacimento, nonostante sia stato parzialmente depredato da clandestini, sembra comunque ben preservato sotto uno spesso strato di posidonie. Tra i frammenti di anfore, è stato individuato il tipo Africana cilindrica di medie dimensioni, simile ad un esemplare dal relitto di Pampelonne (SaintTropez) del IV sec. d.C. e assimilabile alla forma Africana Il 'Grande' D, databile non prima della fine del III secolo. Alcuni puntali recano sul fondo tracce di pece. Un frammento di orlo sembra invece riconducibile al tipo Africana Il 'Grande' C.

E' stata anche rinvenuta una lamina in piombo forse usata per le riparazioni di bordo. Misura cm 27,2 x 13,3 ed è spessa 2 millimetri; ha un lato ripiegato e presenta lungo i bordi una serie di forellini per il fissaggio, alcuni dei quali sono attomiati da un'impronta circolare, forse lasciata dal punzone con cui vennero eseguiti. Inoltre, sono visibili una serie di linee incise a formare una griglia, utili, presumibilmente, come riferimenti per il fissaggio della lamina con chiodini disposti a scacchiera. Infine è stato possibile identificare un frammento del fusto, a sezione rettangolare, di un'ancora in ferro concrezionata con pezzi di anfore. In base alle prime osservazioni è possibile avanzare una datazione del giacimento alla fine del III-IV sec. d.C.

Ancora nella zona del Circeo è stato rinvenuto un terzo giacimento, testimoniato da numerosi frammenti di dolia, dello spessore di circa 7 centimetri, che potrebbero appartenere a un relitto. Per questo sito è in fase di pianificazione un rilevamento di dettaglio.

Giulia Boetto - Mario Mazzoli

| Home Page | Indice rivista  |Indice di Archeologia Subacquea |Info posta per |
lin_ros.jpg (2033 byte)