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LEZIONI FABIO FACCENNA
Conferenze di Archeologia Subacquea
a cura di Marta Giacobelli

PREMESSA (di Enrico Felici)
Queste Lezioni, e il volume che le raccoglie, avrebbero dovuto aver luogo verso la metà
del secolo XXI. Sarebbero stati ugualmente dedicati a Fabio Faccenna, ma, secondo le
formule di rito, «all'illustre studioso, per i suoi alti meriti scientifici conseguiti in
cinquant'anni di instancabile attività ... », eccetera. Purtroppo siamo stati invece
costretti a promuoverle nel 1997, l'anno in cui l'archeologo subacqueo Fabio Faccenna,
appena trentacinquenne, è scomparso. Se n'è dunque andato troppo giovane per raggiungere
le vette più alte; anche se aveva tutti i numeri per farlo. Detto questo, potrebbe
sembrare che intitolare a lui queste Lezioni sia solo l'espressione del cordoglio di un
gruppo di amici e colleghi, una questione privata insomma. Certo, è anche questo. Ma non
è solo questo.
Nonostante la giovinezza, Fabio Faccenna con il suo lavoro è riuscito comunque a lasciare un'impronta. Si era dedicato all'archeologia subacquea molto presto, prima ancora della laurea e del perfezionamento, partecipando (spesso da protagonista, come gli veniva naturale) alla maggior parte delle ricerche e degli scavi in Italia sin dalla metà degli anni '80. Ha perciò vissuto oltre un decennio (non facile) di archeologia subacquea; sarebbe lungo elencare tutte le località in cui ha svolto le sue attività: Diano Marina, Gela, Grado, Ladispoli, S. Caterina di Nardò, Santa Severa, Tarquinia, S. Vito Lo Capo sono solamente alcune.
Oltre a farlo crescere professionalmente, quelle esperienze gli avevano fatto capire che molte cose, nell'archeologia subacquea italiana, potevano essere migliorate. Così, fu tra i primi a intuire che gli archeologi subacquei dovevano unire le forze in qualcosa che fosse più della mera somma dei singoli: anche grazie al suo impegno, nel 1993 nacque l'A.I.A.Sub. Fu tra i primi a capire che agli archeologi subacquei bisognava dare una voce libera, e fu tra i fondatori del periodico L'archeologo subacqueo. Pensava che, senza una normativa apposita, l'archeologia subacquea in Italia sarebbe r;masta il far west: fu così tra gli estensori di un disegno di legge (di cui speriamo presto la promulgazione), e si batté per sostenerlo. Quando organizzammo il primo convegno ATA.Sub., egli - che già lottava con la malattia - non intese mancare l'appuntamento e presentò la sua relazione.
Come fu docente, pochi mesi prima di morire, al Cielo di lezioni dell'Università di Siena dedicato all'archeologia subacquea; la sua ultima presenza pubblica. Ebbe la tenacia di tenere due conferenze; e da quello sforzo titanico, nel quale riusciva anche a scherzare, straripava la sua voglia di dire, di spiegare, di coinvolgere. Fabio Faccenna non ha avuto il tempo di raccogliere i frutti del proprio lavoro, ma aveva molto da dare. Sotto il profilo scientifico, ha tra l'altro avviato il primo censimento sistematico dei relitti medievali in Italia, ed ha impresso una sistemazione metodologica alle tecniche di documentazione archeologica subacquea, con lavori che rimarranno punti di riferimento. Ma, come abbiamo visto, l'attività di Fabio Faccenna è stata anche improntata a intuizioni 'politiche'. Era profondamente convinto che il patrimonio archeologico sia di tutti; che la crescita dell'archeologia subacquea può avvenire solo facendo uscire le informazioni dal ristretto ambito degli "addetti ai lavori" per farle diventare patrimonio comune, creando coinvolgimento e consapevolezza nel pubblico. Nel modo giusto, però: non con le sin troppo facili, vuote formule giornalistiche o televisive (i tesori sommersi, etc.), ma semplicemente facendo raccontare le ricerche, le scoperte, le intuizioni, le interpretazioni degli archeologi dalla loro stessa voce.
Siamo certi che le Lezioni siano un regalo che Fabio avrebbe voluto fare a tutti; in fondo l'idea è anche sua. Insieme ai colleghi e al numeroso pubblico che hanno voluto onorarle con la loro partcipazione, ci siamo sforzati di farlo noi. Per suo conto.
INTRODUZIONE (di Francesco Paolo Arata e Maria Antonietta
Fugazzola Delpino)
Tra i motivi per cui l'Associazione Italiana Archeologi Subacquei e la Soprintendenza
Speciale al Museo Nazionale Preistorico Etnografico---Luigi Pigorini" hanno deciso di
istituire un momento d'incontro periodico intitolato a Fabio Faccenna c'è l'intento di
onorare la memoria di un caro amico e collega prematuramente scomparso e di contribuire
alla realizzazione di un obiettivo da lui fortemente sentito e perseguito nel corso della
sua attività professionale.
Queste Lezioni, nel presentare la varietà dei temi connessi all'archeologia subacquea, vogliono rappresentare un ponte tra il territorio della ricerca scientifica e quello di un pubblico ben più ampio dei soli addetti ai lavori, àmbiti spesso tra loro incomunicabili. Ora, fondamentalmente convinti che non può esistere progresso se le conoscenze acquisite non vengono partecipate e condivise; che la ricerca scientifica (particolarmente quella archeologica) rischia d'essere solo un gradevole passatempo di una élite acculturata, se rimane preclusa ai più; che solo la più allargata consapevolezza del nostro straordinario patrimonio archeologico e storico può efficacemente contribuire alla sua tutela e salvaguardia, si è ritenuto di fare opera di una qualche utilità generale promuovendo questi appuntamenti.
Secondo queste finalità le Lezioni sono state tenute tanto da archeologi (subacquei e non) italiani e stranieri, che da subacquei non archeologi, nell'intento di rappresentare la complessità delle figure che si muovono nel mondo della ricerca archeologica subacquea. L'impostazione scelta per le comunicazioni, pur diversa da relatore a relatore, si è dunque fondamentalmente attenuta ad un livello di corretta divulgazione che, sfumando (ove necessario) i toni accademici ed i tecnicismi, ha evitato però le banalizzazioni. 1 temi affrontati hanno dunque spaziato cronologicamente e geograficamente, offrendo un qua~ dro variato della ricerca e delle recenti scoperte, né sono mancati interventi e spunti di riflessione sulla situazione italiana, che versa da anni in gravi difficoltà, organizzative e finanziarie.
La formula presentata, ben al di là delle aspettative, ha riscosso il gradimento del pubblico, che costantemente ha assicurato non solo la sua presenza, ma anche, al termine delle comunicazioni, un'attiva partecipazione con domande e interventi puntuali. t anche questo uno dei motivi che hanno spinto a programmare di anno in anno i nuovi cicli delle Lezioni, arricchendoli nei contenuti e nei relatori, tanto da diventare un appuntamento stabile nel panorama culturale romano. Parallelamente da più parti si richiedeva di lasciare memoria scritta di questi incontri, avviando la (non prevista) pubblicazione in volume delle conferenze.
La disponibilità e la pronta adesione di tanti amici e colleghi, della casa editrice Edipuglia e di Giuliano Volpe hanno permesso di superare le difficoltà e di permettere ora la presentazione dei primi due cieli delle Lezioni, tenute dal gennaio del 1998 al maggio del 1999.
L'auspicio è che anche con questo nostro piccolo
impegno si possa contribuire allo sviluppo della disciplina archeologica subacquea, alla
sua più allargata conoscenza, ad una più efficace opera di tutela e di
sensibilizzazione, così come Fabio Faccenna aveva voluto e avrebbe certo esemplarmente
realizzato.
SOMMARIO DEL VOLUME
|
Premessa | Enrico Felici |
|
Introduzione | Francesco Paolo Arata e Maria Antonietta Fugazzola Delpino |
| Primo Ciclo | ||
|
Lo scavo subacqueo di un villaggio perilacustre del VI millennio a.C. | Maria Antonietta Fugazzola Delpino |
| Il mare colore del vino | Piero Alfredo Gianfrotta | |
| Volontariato e archeologia subacquea: esperienze di ricerca in Calabria | Stefano Mariottini | |
| Archeologia e speleologia subacquee: dai relitti alle grotte | Mario Mazzoli | |
| Navi antiche nei musei d'Europa | Giulia Boetto | |
| "... e, buoni ultimi, gli archeologi subacquei" | Francesco Paolo Arata | |
| Secondo Ciclo | ||
| Il relitto di Uluburun (Kas, Turchia): splendide scoperte dalla tarda età del bronzo | Claire Calcagno | |
| Le invenzioni di Archimede e le grandi navi | Fausto Zevi | |
| I porti di Claudio e di Traiano | Cairoli Fulvio Giuliani | |
| Relitti lungo il litorale francese (Isole di Hyeres). dagli scavi programmati alla carta archeologica | Luc Long e Giuliano Volpe | |
| La nave greca arcaica di Gela: analisi della tecnica costruttiva e del carico commerciale | Rosalba Panvini | |
| La tutela del patrimonio sommerso del Lazio | Annalisa Zarattini | |
| Costruire nell'acqua: i porti antichi | Enrico Felici | |
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