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LA FLOTTA PERDUTA DI NAPOLEONE

articolo pubblicato sul numero 80 (mar./apr. 2000) della rivista ARCHEOLOGIA VIVA

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La baia di Aboukir in Egitto, nella notte tra l'l e il 2 agosto 1 798, fu teatro di una delle più importanti battaglie navali della storia. Vi si fronteggiarono la flotta inglese sotto la guida dell'ammiraglio Horatio Nelson e quella francese comandata dall'ammiraglio Francois Paul Brueys d'Aigadliers. Il suo esito segnò la fine di qualsiasi speranza da parte di Napoleone di poter conquistare l'Egitto.

Grazie all'esplorazione dei fondali, da poco conclusa, che per duecento anni hanno custodito i resti delle navi affondate in quella tragica notte, un gruppo intemazionale di archeologi subacquei, sotto la guida del francese Franck Goddio, ha ricostruito un quadro abbastanza definitivo degli avvenimenti. Dopo un inseguimento durato quattro mesi, Nelson improvvisamente si trovò di fronte a ben tredici navi da guerra francesi alla fonda e allineate nella baia di Aboukir. Capì immediatamente che la posizione molto distanziata delle navi francesi e le condizioni favorevoli del mare gli avrebbero permesso di far passare alcune sue unità tra le navi del nemico, per poter sferrare un attacco sia dal lato del mare, che dal lato della terraferma. I francesi furono colti di sorpresa e persero tre navi soltanto nei primi venti minuti di battaglia. La nave ammiraglia francese "L'Orient", armata di ben 120 cannoni, prese fuoco e quando, alle 22.30, esplose la sua polveriera, il boato fu talmente forte che le parti belligeranti sospesero le attività per un quarto d'ora. Al mattino tutte le navi francesi erano state affondate o catturate, eccetto due che riuscirono a scappare. Morirono 1700 marinai francesi , contro 218 inglesi.

Da quando, nel 1983, fu per la prima volta individuato il relitto de "L'Orient", le ricerche non si sono mai interrotte. Oggi è acquisito che su "L'Orient" si susseguirono due esplosioni: prima saltò in aria la polveriera a poppa incendiando altri depositi di polvere situati a prua, che a loro volta esplosero. Sia la poppa che la prua si disintegrarono e la forza defl'esplosione fece proiettare i frammenti a distanza di diverse centinaia di metri. La parte centrale della nave invece calò a picco quasi integra. Dal ritrovamento di alcune ancore, abbandonate sul fondo dalle navi francesi in un disperato tentativo di fuga, è emerso come fosse strategicamente infelice la loro posizione all'inizio della battaglia. Le navi erano troppo distanti l'una dall'altra per chiudere lo schieramento al passaggio delle navi inglesi e i loro cannoni rivolti verso terra non erano caricati.

I reperti recuperati dal mare durante gli scavi sono stati consegnati alle autorità egiziane, mentre i numerosi resti umani rinvenuti sono stati interrati sull'isola di Nelson, dove l'ammiraglio inglese fece seppellire i morti di entrambe le pard. Il convegno organizzato in occasione degli scavi si è concluso con la curiosa stretta di mano tra Anna Tribe, discendente di Nelson, e Louis Napoleon Bonaparte Wyse, rampoho di casa Bonaparte.

Da: "Archaeology", n. 5/99

 

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