NOVITA' NEL MUSEO DELLE NAVI DI FIUMICINO
articolo pubblicato sul numero 20 (mag.-ago. 2001) della rivista
Torniamo ad occuparci del museo delle navi di Fìumicino per segnalare ai lettori della rivista alcune interessanti novità (per info vedi anche il precedente articolo sul museo).
Dal 1996, la collezione navale, ovvero i cinque relitti che rappresentano il fulcro dellesposizione, è oggetto di studio da parte della scrivente (a questo proposito: L'Archeologo Subacqueo, 1996, 6, p. 12) e recentemente, grazie allimpegno della Soprintendenza archeologica di Ostia, è stata valortzzata grazie ad un nuovo apparato didattico. Inoltre, la collezione dei reperti mobili, gli oggetti rinvenuti sulle imbarcazioni oppure provenienti da recuperi a mare, è stata riordinata ed inserita in modo organico nell'itinerario di visita.
Allingresso. un primo pannello presenta unintroduzione sul porto di Claudio, in cui vengono presentate le più recenti acquisizioni sulla topografia del grande impianto imperiale. La seconda parte del pannello ripercorre la storia del ritrovamento e del recupero delle navi, che furono ritrovate proprio nel porto. Viene proposta l'ipotesi che le imbarcazioni facessero parte di un vero e proprio "cimitero di navi", come ancor oggi capita di vedere nei porti del Mediterraneo.
I natanti sarebbero stati abbandonati, in epoche diverse e non meglio precisabili, in una zona periferica del bacino portuale.
Entrati nel museo, si nota che ciascuna imbarcazione è accompagnata da un pannello che ne costituisce una sorta di scheda con le caratteristiche tecniche, la datazione, il principio e il metodo di costruzione e il tipo di imbarcazione. Il testo è affiancato da disegni, costituiti da piante e sezioni, nonché da assonometrie ricostruttive dei particolari tecnici. In particolare, per ciascun relitto sono presentate almeno tre planimetrie: nella prima è messo in evidenza il fasciame interno, nella seconda la carpenteria trasversale (le ordinate), nellultima la carpenteria longitudinale (il sistema della chiglia e del fasciame). Tutte le piante sono colorate a seconda del materiale impiegato nella costruzione: un campione di ciascun elemento strutturale, infatti, è stato analizzato ed è stato così possibile determinare il tipo di legno utilizzato. Bisogna ancora notare che ormai le imbarcazioni sono state rinominate per semplicità di studio e per non incorrere in erronee attribuzioni.
Le Onerarie
maggiori I e II sono diventate, rispettivamente, Fiumicino 1 e 2; Onerarie minori I
e II Fiumicino 3 e 4 mentre la barca de! pescatore è stata battezzata Fiumicino 5.
Queste imbarcazioni, utilizzate, a partire dalletà imperiale, per le diverse attività connesse con il porto di Roma e con la navigazione del Tevere, ci permettono di studiare il sistema di costruzione degli antichi mastri dascia.
Esse sono state costruite secondo il principio di costruzione su guscio, un sistema chiaramente esemplificato dallimbarcazione Fiumicino 4 (II-III sec. dC.) che presenta una grande omogeneità nei collegamenti a mortase e tenoni. Unimbarcazione dallelegante forma a spigolo che la rendeva adatta ad una navigazione marittima di piccolo e medio cahotaggio, viste anche le modeste dimensioni (circa 10 m). Il massiccio per lalloggiamento del piede dellalbero dimostra che la nave era armata con un unica vela quadra. Una pompa per evacuare le acque di sentina era alloggiata in un apposito ncasso nei paramezzalini che affiancano il blocco dellalbero, mentre il fasciame interno serviva a irrigidire longitudinalmente la struttura e a proteggere il guscio dal carico. Non possiamo però escludere che limbarcazione fosse utilizzata quale peschereccio e, in questo caso, è interessante il ritrovamento, a poca distanza, di una piccola barca da pesca, Fiumicino 5, un unicum per letà romana (II sec. dC.). La sua funzione è chiara poiché essa è munita di un pozzetto per conservare vivo il pescato grazie allacqua di mare che poteva entrare dai fori provvisti di tappi, praticati sulle tavole del fondo.
Ma la sorpresa più importante è venuta dallo studio dei relitti Fiumicino 1 e 2 (IV-V sec, dC.), di struttura simile sebbene di dimensioni diverse.
Le caratteristiche costruttive, che rimandano ad un ambiente fluvio-marittimo, e la forma piuttosto piatta e allargata, confermano la loro possibile identificazione con le naves caudicariae ben note dalle fonti, anche iconografiche. Si tratta di imbarcazioni che, dopo essere state caricate di merci, venivano trainate dalla riva destra del Tevere fino ai porti della capitale. La costruzione di un modellino in scala di Fiumicino 1 ha rivelato una forma di scafo del tutto inedita, ben adattata allambiente operativo fluviale e al sistema di propulsione dell'alaggio.
Infine, le vetrine che in precedenza ospitavano soltanto gli scarsi oggetti rinvenuti durante lo scavo delle imbarcazioni oppure alcuni materiali provenienti da recuperi isolati a mare, sono state abbellite da grandi pannelli colorati. Essi sono dedicati, rispettivamente, al tema delle navi commerciali depoca romana attraverso liconografia; ai sistemi di costruzione di tradizione greco-romana; allattrezzatura e alla vita di bordo e alle anfore.
Giulia Boetto
Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00; il martedì e il giovedì anche dalle 14.00 alle 16.00. Per informazioni 066529192 - 0665010089
Sito internet: http://itnw.roma.it/ostia/scavi/musnavi.html
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