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Si è conclusa la campagna di scavi archeologici subacquei
dellUniversità di Foggia e della Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo a Ustica
con il supporto tecnico della A.S.S.O.
Si è conclusa l8 settembre la prima campagna di scavi archeologici subacquei nellarea del porto di Ustica, la piccola isola a poche miglia nord della Sicilia nota per la bellezza dei fondali, da alcuni anni sede di una Riserva Naturale. Lo scavo è condotto dal Dipartimento di Scienze Umane e dal Corso di Laurea in Beni Culturali della Facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità di Foggia, in stretta collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Culturali di Palermo (dott.ssa Francesca Spatafora), sotto la direzione scientifica del prof. Giuliano Volpe dellUniversità di Foggia, coadiuvato da un équipe di archeologi subacquei dello stesso ateneo daunio e dai tecnici della ASSO di Roma. Si tratta di unattività che è parte integrante delle "Lezioni di archeologia e scienze subacquee", organizzate dalla rivista Archeologia Viva e giunte alla XIII edizione. Alle attività subacquee ha partecipato gli allievi del Corso C (Metodologia e tecnica dello scavo subacqueo) delle "Lezioni", tra cui anche tre studenti del Corso di Laurea in Beni Culturali dellUniversità di Foggia e studenti di altre università italiane. Oltre alle attività di scavo e di laboratorio gli allievi hanno seguito anche un ciclo di lezioni su vari temi dellarcheologia subacquea.
Le ricerche hanno riguardato una porzione del porto di Ustica a Cala Santa Maria, unico punto ben riparato lungo le frastagliate coste dellisola, che per questa ragione garantiva anche in età antica la funzione portuale, ed hanno portato allindividuazione di numerosi reperti antichi, in particolare anfore commerciali, che documentano la frequentazione dello scalo portuale nel corso di molti secoli da parte di navi provenienti da varie parti del Mediterraneo. Ustica infatti svolgeva un ruolo fondamentale nel quadro delle rotte commerciali, soprattutto lungo lasse fondamentale che legava in età romana da un lato lAfrica settentrionale, con il porto di Cartagine, e la Sicilia e dallaltro il più importante porto del Mediterraneo antico, Ostia, approdo di Roma, capitale dellImpero principale centro di consumo. Le anfore recuperate coprono un ampio arco cronologico compreso tra il III secolo a.C. e il V-VI d.C., quasi un millennio di storia della navigazione antica in cui Ustica ha svolto una funzione centrale: si tratta di anfore di varia morfologia e provenienza, di tipo greco-italica, vinaria del III a.C. prodotta in Italia meridionale, Dressel 2-4 vinaria del I d.C. proveniente dalla Spagna, Kapitän 2 prodotta nelle isole egee tra III e IV d.C. e anchessa adibita al trasporto del vino, Keay 55 anfora africana tardoantica, del V-VI d.C. utilizzata per contenere lolio.
Lo scavo di Cala Santa Maria riveste unimportanza notevole sotto vari profili: non solo costituisce infatti il primo intervento scientifico condotto a Ustica, i cui fondali sono molto frequentati dai subacquei e il cui ricco patrimonio archeologico subacqueo è costantemente a rischio di depredamento da parte di clandestini, ma associa anche alle esigenze della tutela e della valorizzazione dei beni sommersi obiettivi di ricerca scientifica e di didattica e formazione. Rari sono infatti, soprattutto in Italia, i cantieri didattici nel campo dellarcheologia subacquea, uno dei più recenti e promettenti settori dell'archeologia. Si tratta di un ambito di ricerca e di formazione che l'Università di Foggia intende sviluppare, anche in considerazione del notevole patrimonio archeologico subacqueo del territorio daunio, e in generale italiano, e della possibilità di creazione di nuove figure professionali. Presso il Corso di Laurea in Beni Culturali della Facoltà di Lettere e Filosofia è già attivo uno specifico insegnamento di Archeologia subacquea, tenuto da chi scrive, ed è in programmazione l'attivazione di una Summer School o di un Master. Inoltre presso il Laboratorio di Archeologia è stata costituita una specifica sezione dedicata allarcheologia subacquea. Anche per tale motivo lUniversità di Foggia riconosce ai partecipanti allo scavo di Ustica due crediti formativi universitari.
Lo scavo di Ustica proseguirà anche il prossimo anno, per un periodo più lungo e, si spera, con mezzi tecnici e finanziari maggiori.
Prof. Giuliano Volpe
Presidente del Corso di Laurea in Beni Culturali
Per ulteriori informazioni o materiali, contattare: Prof. Giuliano Volpe g.volpe@unifg.it
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