ASSONET - Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione NETwork Archeologia Subacquea
lin_ros.jpg (2033 byte)

Archeologia subacquea nel porto di Ustica - settembre 2003

Si è conclusa la campagna di scavi archeologici subacquei

dell’Università di Foggia e della Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo a Ustica

con il supporto tecnico della A.S.S.O.

Porto_p.jpg (4851 byte) equipe-p.jpg (5325 byte) scavo-p.JPG (4431 byte) recupero-p.JPG (2525 byte) anfora-p.jpg (3717 byte)
Veduta del porto di Ustica nel quale si sono svolte le ricerche archeologiche. L’équipe dell’Università di Foggia impegnata nello scavo Archeologi impegnati nello scavo subacqueo con la sorbona Recupero dei reperti Una delle anfore recuperate nel corso dello scavo (‘anfora greco-italica’ del III a.C.)

 

Si è conclusa l’8 settembre la prima campagna di scavi archeologici subacquei nell’area del porto di Ustica, la piccola isola a poche miglia nord della Sicilia nota per la bellezza dei fondali, da alcuni anni sede di una Riserva Naturale. Lo scavo è condotto dal Dipartimento di Scienze Umane e dal Corso di Laurea in Beni Culturali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Foggia, in stretta collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Culturali di Palermo (dott.ssa Francesca Spatafora), sotto la direzione scientifica del prof. Giuliano Volpe dell’Università di Foggia, coadiuvato da un équipe di archeologi subacquei dello stesso ateneo daunio e dai tecnici della ASSO di Roma. Si tratta di un’attività che è parte integrante delle "Lezioni di archeologia e scienze subacquee", organizzate dalla rivista Archeologia Viva e giunte alla XIII edizione. Alle attività subacquee ha partecipato gli allievi del Corso C (Metodologia e tecnica dello scavo subacqueo) delle "Lezioni", tra cui anche tre studenti del Corso di Laurea in Beni Culturali dell’Università di Foggia e studenti di altre università italiane. Oltre alle attività di scavo e di laboratorio gli allievi hanno seguito anche un ciclo di lezioni su vari temi dell’archeologia subacquea.

Le ricerche hanno riguardato una porzione del porto di Ustica a Cala Santa Maria, unico punto ben riparato lungo le frastagliate coste dell’isola, che per questa ragione garantiva anche in età antica la funzione portuale, ed hanno portato all’individuazione di numerosi reperti antichi, in particolare anfore commerciali, che documentano la frequentazione dello scalo portuale nel corso di molti secoli da parte di navi provenienti da varie parti del Mediterraneo. Ustica infatti svolgeva un ruolo fondamentale nel quadro delle rotte commerciali, soprattutto lungo l’asse fondamentale che legava in età romana da un lato l’Africa settentrionale, con il porto di Cartagine, e la Sicilia e dall’altro il più importante porto del Mediterraneo antico, Ostia, approdo di Roma, capitale dell’Impero principale centro di consumo. Le anfore recuperate coprono un ampio arco cronologico compreso tra il III secolo a.C. e il V-VI d.C., quasi un millennio di storia della navigazione antica in cui Ustica ha svolto una funzione centrale: si tratta di anfore di varia morfologia e provenienza, di tipo ‘greco-italica’, vinaria del III a.C. prodotta in Italia meridionale, ‘Dressel 2-4 vinaria del I d.C. proveniente dalla Spagna, ‘Kapitän 2’ prodotta nelle isole egee tra III e IV d.C. e anch’essa adibita al trasporto del vino, ‘Keay 55’ anfora africana tardoantica, del V-VI d.C. utilizzata per contenere l’olio.

Lo scavo di Cala Santa Maria riveste un’importanza notevole sotto vari profili: non solo costituisce infatti il primo intervento scientifico condotto a Ustica, i cui fondali sono molto frequentati dai subacquei e il cui ricco patrimonio archeologico subacqueo è costantemente a rischio di depredamento da parte di clandestini, ma associa anche alle esigenze della tutela e della valorizzazione dei beni sommersi obiettivi di ricerca scientifica e di didattica e formazione. Rari sono infatti, soprattutto in Italia, i cantieri didattici nel campo dell’archeologia subacquea, uno dei più recenti e promettenti settori dell'archeologia. Si tratta di un ambito di ricerca e di formazione che l'Università di Foggia intende sviluppare, anche in considerazione del notevole patrimonio archeologico subacqueo del territorio daunio, e in generale italiano, e della possibilità di creazione di nuove figure professionali. Presso il Corso di Laurea in Beni Culturali della Facoltà di Lettere e Filosofia è già attivo uno specifico insegnamento di Archeologia subacquea, tenuto da chi scrive, ed è in programmazione l'attivazione di una Summer School o di un Master. Inoltre presso il Laboratorio di Archeologia è stata costituita una specifica sezione dedicata all’archeologia subacquea. Anche per tale motivo l’Università di Foggia riconosce ai partecipanti allo scavo di Ustica due crediti formativi universitari.

Lo scavo di Ustica proseguirà anche il prossimo anno, per un periodo più lungo e, si spera, con mezzi tecnici e finanziari maggiori.

Prof. Giuliano Volpe

Presidente del Corso di Laurea in Beni Culturali

 

Per ulteriori informazioni o materiali, contattare: Prof. Giuliano Volpe g.volpe@unifg.it

 

torna all'indice di archeologia subacquea|vai alla home-page|
lin_ros.jpg (2033 byte)

Copyright © A.S.S.O. 1995-2003