Si e' hauto
avviso della morte di Michel Angelo Caravaggio pittore famoso et
eccellentissimo nel colorire et ritrarre dal naturale seguita di suo male in
Port'Ercole. (28 luglio 1610) E' morto Michiel Angelo da Caravaggio pittore cellebre a
Port'Ercole mentre da Napoli veniva a Roma per la gratia da sua santita fattali
dal bando capitale che haveva. (31 luglio 1610) 
Fecer crudel congiura Michele, a‘ danni tuoi Morte e Natura. Questa restar temea da la tua mano in ogni imagin vinta, ch‘era da te creata, e
non dipinta; quella di sdegno ardea, perché con larga usura, quante la falce
sua genti struggea, tante il pennello tuo ne rifacea.
Giovanni Battista Marino In morte di Michelangelo
Caravaggio, in La Galeria, Milano 1620 Il vesc. di Caserta al card. Borghese: Ill.mo e rev.mo sig.r
padron mio col.mo. Nella lettera dell'ill.mo Lanfranco di 24 del corrente vego
quanto era stato referto a v. s. ill.ma circa il pittor Caravaggi: il che
essendo a me molto novo cercai subito d' haverne infirmatione e ritrovo che il
povero Caravaggio non e morto in Procida ma a Port'Hercole perche essendo
capitato con la felluca in quale andava a Palo ivi da quel capitano fu carcerato
e la felluca in quel romore tiratasi in alto mare se ne ritorno a Napoli. II
Caravaggio restato pregione si libero con un sborso grosso di denari e per terra
e forsi a piedi si ridusse sino a Port'hercole ove ammalatosi ha lasciato la
vita. La felluca ritornata reporto le robbe restateli in casa della s.ra
Marchese di Caravaggio che habita a Chiaia e di dove si era partito il
Caravaggio. Ho fatto subito vedere se vi sono li quadri e ritrovo che non ne
sono piu in essere eccetto che tre li doi S. Gioanni e la Madalena e sono in
sudetta casa della s.ra marchese quale ho mandato subito a pregare che vogli
tenerli ben custoditi che non si guastino senza lasciarli vedere o andar in mano
d'alcuno poiche erano destinati e si hanno da trattenere per v.s. ill.ma sin'
tanto che si trattara con gli heredi e creditori di detto Caravaggio per darli
honesta sodisfatione. A questo segno ne sono arrivato sin'hora andero vedendo et intendendo
quello si potra fare e procurero che in ogni modo li quadri si conservino e
venghino in mano di v. v. ill.ma a' quale per fine humilmente m'inchino. Di
Napoli li 29 di luglio 1610. Di v. sig.ria ill.ma e rev.ma humil.mo devot.mo et
obligat.mo serv.re e creatura fra Deodato Gentile vescovo di
Caserta. (ASV Segreteria di Stato Napoli 20 a f222)
All'uditore dei presidi di Toscana: Magnifico signore. Sono informato che a
Porto Ercole e morto Michel Angelo di Caravaggio pittore e che in vostro potere
sono rimasti tutti i suoi beni indicati nell'accluso Inventario per aver fatto
lo spoglio degli stessi beni sotto pretesto che fosse dell'abito di s. Giovanni
e che spettasse al priore di Capua il quale ha dichiarato di non aver diritto in
tale spoglio per non essere il defunto cavaliere di Malta e cosi vi incarico che
nel ricevere questa lettera voi mi inviate la detta roba con la prima
opportunit… che avrete di una feluca ed in particolare il quadro di s. Giovanni
Battista e se per caso qualcuno l' avesse preso o se in qualsiasi modo la roba
fosse stata asportata voi cerchiate in tutti i modi possibili che sia ritrovata
e ricuperata per inviarla ben disposta con il resto della roba per consegnarla
qui a chi spetter…. Eseguirete questo senza replica comunicandomi che avete
ricevuta questa lettera. Nostro ufficio da Napoli 19 agosto
1610. (Archivio Stato Napoli Lettere dei Vicerè)
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