FREE FULL VERSION (VERSIONE INTEGRALE) - Duration 40 minutes

  • With: Gaetano Coccia, Adriana Del Duca, Dora De Maio, Francesco De Santis, Chiara Giuliani, Francesca Lugnano, Mauro Milanese.
  • Author & theatrical director: Ludovica Rambelli
  • Music from Bach, Mozart, Vivaldi and others
  • Producers: Stefano Mavilio (ArsTuaVitaMea) & Maria Teresa Pilloni (Studio Blu Production)
  • Movie director: Massimo D'Alessandro
CARAVAGGIO XXI is a work of great visual impact yet extreme simplicity. One show only images and music they can enjoy the entire global audience. Using the technique of "tableaux vivants", the scenes are composed of minimal elements (fabrics of varied colors and texture, common objects) which are used by the actors as they "compose" the 21 canvases in front of the audience. Once constructed, the paintings created the scene that would have appeared in the artists' studio. The costumes and fine drapery are transformed in seconds by the ability of the actors who each take on the role of model, scenographer, costumer and props manager. The action is immobilized as if illuminated by one lone flash of lighting as one moment, one "perfect" gesture brings to life the heart of the painting. The impeccable iconographic precision, the expressive force of bodies and faces in the characteristic lateral "cut" of light, fully bring out the "poetry of reality" which constitutes what distinguishes the works of Michelangelo Merisi da Caravaggio.

    La compagnia Malatheatre con la regia di Ludovica Rambelli, tra luce e buio, dà vita ai modelli di strada e ai soggetti del genio maledetto. In uno spettacolo di sole immagini e musica, le più belle opere del Merisi si compongono sotto gli occhi degli spettatori, con poche stoffe e oggetti semplici; gli attori danno vita ai modelli di strada e ai soggetti sacri e profani immortalati dal grande artista culminando nell'istante creativo della realizzazione ultima di ogni dipinto. Il video, per la regia di Massimo D'Alessandro, coglie a 360° il processo di trasformazione nella successione dei tableaux vivants dello spettacolo "entrando" nei quadri e cogliendone molteplici e inaspettate angolazioni di prospettiva.

    Selezionato in concorso al Festival Internazionale del Cinema d'Arte (Bergamo, luglio 2009) / 
    Selezionato in concorso al "DOCFEST 2009" (Roma, ottobre 2009) 
    RASSEGNA STAMPA 2008 DELLO SPETTACOLO (PDF)
    ELENCO OPERE RAPPRESENTATE:
    1. Adorazione dei pastori (1609) - Museo Nazionale, Messina.
    2. Crocefissione di San Pietro (1600 - 1601) - Cappella Cerasi, Chiesa S.Maria del Popolo, Roma.
    3. Maddalena in estasi (Maddalena Klein) (1601) Collezione privata.
    4. Riposo durante la fuga in Egitto (1595 - 1596) - Galleria Doria-Pamphilj, Roma.
    5. Decollazione di San Giovanni Battista (1608) - Co-Cattedrale di S. Giovanni, La Valletta, Malta.
    6. Morte della Vergine (1604) - Museo del Louvre, Parigi.
    7. Giuditta e Oloferne (1599) - Palazzo Barberini, Roma.
    8. Incredulità di San Tommaso (1600 - 1601) - Bildergalerie, Potsdam.
    9. Deposizione (1602 - 1604) - Pinacoteca Vaticana, Roma.
    10. Flagellazione di Cristo (1607 - 1608) - Museo di Capodimonte, Napoli
    11. Martirio di San Matteo (1600 - 1601) - Cappella Contarelli, Chiesa S.Luigi dei Francesi, Roma.
    12. Martirio di Sant'Orsola (1609 - 1610) - Banca Commerciale Italiana, Napoli.
    13. Santa Caterina d'Alessandria (1597) - Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid.
    14. Narciso (1599) - Palazzo Barberini, Roma.
    15. San Giovanni Battista (1604) Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, Missouri, Nelson Fund
    16. Salomè con la testa del Battista (1607) - Palazzo Reale, Madrid.
    17. Seppellimento di Santa Lucia (1608) - Chiesa di S. Lucia, Siracusa.
    18. Resurrezione di Lazzaro (1609) - Museo Nazionale, Messina.
    19. Maddalena penitente (1594 - 1595) - Galleria Doria Pamphilj, Roma.
    20. San Francesco in estasi (1594 - 1595) - Wadsworth Atheneum, Hartford, Connecticut.
    21. Bacco (1596 - 1597) - Galleria degli Uffizi, Firenze.
    22. Canestra di frutta (1597 - 1598) - Pinacoteca Ambrosiana, Milano.
    GALLERIE FOTOGRAFICHE:


    RICCARDO SIANI

    FRANCESCA SCIARRA


    Agenzia REUTERS


    FELIX.THE.CAT

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    CARAVAGGIOXXI: IL PATHOS DEL REALE (recensione di Tommaso Evangelista dal blog errecomeroma.it) 

    Il 20 ottobre a Roma per la rassegna Doc Fest, presso il cinema Azzurro Scipioni, si è svolta la proiezione in prima nazionale del video “CARAVAGGIO XXI: 21 tableaux vivants dalle opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio” tratto dall’omonimo spettacolo del gruppo teatrale Malatheatre; lavoro di estrema semplicità e di grande impatto visivo.

    Probabilmente solo da una compagnia teatrale di origine partenopea, quale i Malatheatre, poteva nascere l’idea di uno spettacolo tanto suggestivo quanto immediato intorno l’opera di Caravaggio poiché nella loro azione scenica si respira tutta l’anima di una cultura teatrale che affonda le proprie radici sia nelle esibizioni di strada che nelle sacre rappresentazioni di carattere popolare. Naturalmente “Caravaggio XXI” non è solo questo ma una complessa riflessione sui lavori dell’artista che, più di altri, ha cambiato il modo di raffigurare il corpo umano inteso quale veicolo di emozioni e di drammi.

    Filo conduttore dello spettacolo è la realizzazione di tableaux vivants ispirati alle tele del Merisi le quali vengono ricomposte sulla scena in un continuo fluire di gesti, pose e tessuti. Ancor più del soggetto riproposto, infatti, la bellezza dell’idea sta nel mostrare la costruzione del quadro da parte degli attori i quali, grazie ad una perfetta sincronia ed al ricorso di minimi oggetti, riescono a ricreare, in pochi minuti, i dipinti nella loro più immediata vividezza. I quadri costruiti si mostrano come nello studio del pittore, i gesti vivono nello spazio, la luce scolpisce i corpi, la realtà fisica mostra, inaspettatamente, l’irrompere del sacro.

    Non sarebbe eccessivo vedere in questa ossessione per la composizione vari momenti di tensione che portano ad un acme il quale si raggiunge nella fissazione dei movimenti e che coincide con l’opera riproposta. Poiché le opere sono diverse, infatti, il ritmo dello spettacolo segue una linea ondulatoria fatta dal continuo susseguirsi di momenti di tensione-preparazione, e di estrema mobilità, e di momenti di stasi e immobilità che segnano l’acme momentaneo e la quasi miracolosa apparizione dell’opera. Colpisce di certo l’estrema cura dei “quadri viventi”, l’importanza dei tessuti per la creazione dello spazio, la bellezza delle pose che non puntano tanto ad una filologica riproposizione dei gesti dei personaggi quanto al suggerimento del dramma-evento che si compie sotto i nostri occhi.

    Questi ed altri particolari, inoltre, proprio per il grande impatto visivo non possono non stimolare alcune riflessioni sull’opera del Caravaggio capace di ispirare ancora oggi ricerche e sperimentazioni proprio in quanto così rivoluzionaria dal punto di vista figurativo. Una prima riflessione va al metodo di lavoro del pittore il quale, quasi certamente, usava una camera oscura nella quale disponeva le figure e le dipingeva dal vero, vedendole riflesse in una sorta di specchio. I tableaux vivants, così, rimandando inconsciamente a tale pratica, sono utili strumenti per comprendere e vedere fisicamente questo criterio di lavoro.

    Una seconda riflessione va al valore dei tessuti, magistralmente usati nello spettacolo, in quanto sono tra gli oggetti più significativi adoperati dal pittore per abbellire la scena ma, soprattutto, per veicolare la luce e creare lo spazio tra i personaggi. In assenza di paesaggio e di altre indicazioni di luogo sono le stoffe, con le loro pieghe e colori accesi, a creare distanze, quinte e prospettive. Un ultimo pensiero, infine, va alla forte valenza dei gesti ed al ricorso, nelle opere, a specifiche formule di pathos capaci da sole di trasmettere emozioni in quanto universalmente riconosciute. Parlando col regista riguardo lo spettacolo il quale, prima di venir registrato, è stato portato letteralmente in piazza, tra i vicoli e le chiese di Napoli, con molta sorpresa ho appreso come gli anziani dei Quartieri Spagnoli, di solito lontani dal mondo dell’arte, osservando questi quadri viventi riconoscevano non l’opera bensì i santi che venivano riproposti, segno dell’enorme valenza dei gesti e delle iconografie e della bravura degli attori. Questo particolare ritengo valga da solo a rendere l’effettiva validità dell’operazione compiuta dal gruppo la quale, prima che teatro, si pone come autentica ed efficace esperienza estetica.

    Il video girato dal regista Massimo D’Alessandro non è che una registrazione dello spettacolo curato da Ludovica Rambelli; l’effetto non può essere lo stesso che dal vivo ma il sapiente uso della fotografia e la possibilità, grazie alla macchina da presa, di moltiplicare scorci e punti di vista rendono la riduzione cinematografica altrettanto valida e suggestiva.
    Sarebbe bello se l’opera, attualmente non in cartellone, venisse riproposta a Roma, nei luoghi del Caravaggio, magari in concomitanza con le celebrazioni dei 400 anni della sua morte. Sarebbe un degno modo per rievocare e far riflettere  sull’opera dell’artista che, più di altri, ha lasciato un segno nella storia dell’arte.

    Tommaso Evangelista


    UNA PRODUZIONE:    STUDIO BLU PRODUCTION  IN ASSOCIAZIONE CON:  ARSTUAVITAMEA    MALATHEATRE

    CARAVAGGIO400