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Preprint del convegno: "Le cavità sotterranee nell'area urbana di Roma e della Provincia. Problemi di pericolosità e gestione" (Roma, Sala di Palazzo Valentini, 12 marzo 1999)
IL PERICOLO RAPPRESENTATO DALLA PRESENZA DI CAVITA'
SOTTERRANEE NELL'AMBITO DEI RISCHI AMBIENTALI
Tra i vari elementi che concorrono a configurare la qualità della vita in un determinato territorio, l'assetto del suolo/sottosuolo rappresenta certamente uno dei più significativi.
Per questo sono grato agli Organizzatori del Convegno per l'occasione fornitami sia per presentare la Commissione che mi onoro di presiedere e coordinare, sia perché, nel quadro di un giusto approfondimento delle problematiche in discussione, possa essere ribadita la necessità di inquadrarle nel novero di tutte le altre componenti della qualità della vita della popolazione provinciale individuando ed analizzando i relativi sinergismi attraverso lo studio delle realtà naturali, antropizzate ed antropiche esistenti sul territorio.
Già nel passato ho avuto modo di fare tale esperienza nell'ambito dei lavori della "Commissione per la valutazione dei rischi ambientali" del Comune di Roma.
Nel secondo rapporto prodotto da quella commissione, intitolato "suolo/sottosuolo", fra i vari argomenti era compreso, ovviamente, anche il rischio geologico.
Nelle conclusioni del rapporto fu data, tra l'altro, importanza: alla conoscenza delle aree soggette a dissesti idrogeologici già avvenuti e potenziali; al censimento, localizzazione, mappatura e relativa informatizzazione delle numerosissime cavità esistenti nel sottosuolo urbano; alla conoscenza del suolo (terreno agrario) della città per la sua funzione di supporto e nutrimento delle piante (e quindi per il verde urbano), nonché per la sua capacità di depurazione dei carichi inquinanti su di esso depositatisi; all'attenzione sull'inquinamento interno, con particolare riguardo al radon; all'aggiornamento continuo della zonazione sismica per contribuire alla preservazione del patrimonio artistico-culturale-architettonico, alla sicurezza dei nuovi complessi residenziali, alla corretta programmazione dell'ampliamento urbanistico.
Mi si perdoni, al riguardo, un piccolo cenno di soddisfazione nei confronti dei Componenti della citata Commissione per avere visto quel loro lavoro preso "in toto" quale contenuto del capitolo "le caratteristiche fisiche del territorio" nella Relazione previsionale e programmatica 1995-1997 del Comune di Roma (Deliberazione del Consiglio Comunale n. 276 del 1° dic. 94).
Occorre peraltro dire che già durante i lavori di quella Commissione è emersa la necessità dell'ampliamento territoriale di indagine, date la complessità e le dimensioni delle tematiche in esame: l'aria, l'acqua, il territorio non potevano essere circoscritti in un ambito limitato, anche se riferito ad una metropoli quale è Roma.
Affinché potessero essere superati tali condizionamenti, con benefici di studio anche per i problemi del traffico, delle relazioni intercomunali eccetera, la Provincia di Roma, interessata in merito, ha immediatamente recepito l'importanza di tale impostazione concettuale ed ha voluto dotarsi dello strumento di studio, del quale sto parlando, composto da autorevoli rappresentanti delle Strutture Amministrative ai vai livelli (Comunale, Provinciale, Regionale, Statale), degli Enti e delle Istituzioni Scientifiche pubbliche e private, delle Aziende erogatrici di pubblici servizi.
Siffatto strumento, sul quale non incombono pressioni di urgenze amministrative relative ad interventi tempestivi sul territorio, consente forse di pervenire, nel concreto, a quella multidisciplinarietà, a quella intersettorialità tanto auspicate con le quali ottenere l'integrazione di competenze e conoscenze proprie delle strutture prima citate, con il beneficio anche del superamento delle settorialità del passato.
Nel sintetizzare brevemente gli scopi fondamentali, nell'ipotesi di lavoro della Commissione, tesi a dare concretezza alla filosofia generale accennata, il progetto dovrebbe articolarsi, nelle fasi operative già avviate, in iniziali diverse linee di studio, ognuna mirata a propri specifici obiettivi di campo, tutte comunque convergenti su finalità comuni e complessive.
Il primo obiettivo è quello di pervenire ad una armonizzazione delle metodologie, e per quanto possibile delle procedure, per la conoscenza dei fenomeni che connotano la realtà in esame, capace, nel rispetto delle singole specificità disciplinari, di permettere il confronto e la lettura incrociata di informazioni, per loro natura differenziate, attenuando altresì" il rischio di inutili sovrapposizioni e, al contrario, quello della insufficienza o totale mancanza delle stesse.
Il secondo è finalizzato alla messa a punto di analisi e valutazioni, che posseggano requisiti tali da interconnettere scientificamente le diverse conoscenze e tali da calibrarsi dinamicamente sulla realtà, altrettanto dinamica, indagata.
Ciò a seguito della definizione di "pesi" che formalizzino le diverse grandezze assegnate ai diversi attributi, per giungere a possibili sintesi fra insiemi diversi. In altri termini, e nel quadro del concetto dello "sviluppo sostenibile", pervenire ad un set di indicatori per i diversi aspetti trattati.
A tale proposito si ritiene utile avvalersi delle recenti tecnologie informatiche in materia di sistemi informativi territoriali, telerilevamento e analisi multicriterio, già peraltro presenti in Commissione e di necessaria istituzionalizzazione e potenziamento all'interno dell'Amministrazione.
Il terzo obiettivo vuole individuare e predisporre ipotesi di strategie e strumenti di intervento e di gestione alle diverse scale ed in tempi differenziati, per il recupero ambientale e per la configurazione della sostenibilità accennata, attraverso la gestione delle informazioni precedentemente strutturate, la prefigurazione di scenari, la ridefinizione degli obiettivi di campo, in un ciclo di feedback continui.
Si tratta, certamente, di una meta ambiziosa, per il raggiungimento della quale andrà verificata pienamente la possibilità di una reale concertazione, comunque dialettica, con l'Amministrazione, alla quale solamente, in ultimo, compete la responsabilità politica nell'adozione di scelte operative sulla base di indicazioni, scientificamente sostenute.
Nell'impostazione del lavoro della Commissione sono state incontrate le prime difficoltà nell'individuazione e scelta degli elementi che configurassero la qualità della vita nel modo più oggettivo possibile da affrontare nella loro totalità più spinta per poi passare allo studio dei sinergismi esistenti fra gli stessi.
Sono stati così costituiti Gruppi di Lavoro sulle tematiche relative all'aria, all'acqua, al suolo/sottosuolo, alla sanità, all'alimentazione e, massimamente, alla componente umana, alla quale fare riferimento continuo, connotando il tutto di una costante attenzione all'aspetto culturale da considerare il patrimonio più prezioso che ci è dato.
Per ogni tematica si cerca di pervenire alla situazione esistente e di essa ai punti sui quali focalizzare l'attenzione, nonché di analizzare il sistema dei Servizi deputati alla specifica gestione considerando la dislocazione sul territorio, i compiti e le attribuzioni a ciascuno assegnati, assieme ad un esame di efficienza/efficacia degli stessi, per giungere alla definizione di eventuali suggerimenti e proposte "tecnico/scientifiche" da sottoporre all'attenzione dell'Amministrazione perché se ne avvalga per le proprie decisioni politiche.
Sono certo che da questo Convegno emergeranno elementi di alto livello di conoscenza della tematica in trattazione per pervenire a quel continuo miglioramento delle programmazioni degli interventi da attuare sul territorio e la natura delle relazioni che si sono susseguite ne è sicuro presupposto.
Spero, altresì", che la presentazione della Commissione possa avere dato l'idea che ormai le problematiche vanno affrontate in modo multidisciplinare con la reale integrazione delle competenze e delle conoscenze di tutte le Strutture interessate pubbliche e private.
Gen. Carmine Lanzara - (Pres. Comm. per la Valutazione della Qualità della Vita nella Prov. di Roma)
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