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Preprint del convegno: "Le cavità sotterranee nell'area urbana di Roma e della Provincia. Problemi di pericolosità e gestione" (Roma, Sala di Palazzo Valentini, 12 marzo 1999)
LA REALTA' SOTTERRANEA DI ROMA NEI VIRTUALI CUNICOLI
DELLA RETE
I luoghi sotterranei, conosciuti e sconosciuti, che Internet permette di visitare
Esiste un'altra città, sotto l'asfalto, una Roma inaccessibile e affascinante, tutta da scoprire. Una Roma non sempre agevolmente visitabile, che conserva interessanti tesori. Una città sottoterra che soffre di gravi "malattie", in gran parte, provocate dal ristagnare delle acque piovane, fenomeno che causa, con l'umidità, microrganismi, funghi e muffe, processo ora peggiorato con la presenza di una serie di sostanze acide, dannose alla conservazione degli affreschi, dei soffitti a stucco, dei mosaici.
Roma è una città con notevoli dislivelli fra il piano stradale moderno e quello antico. Quanto per noi è sotterraneo, non sempre si deve alla primitiva scelta di costruire sottoterra, ma è spesso causato dalla sedimentazione dei detriti che per secoli ha conservato preziose testimonianze delle abitudini di un popolo antico: i suoi templi, i teatri, gli ipogei, i ninfei, le insule e i colombari. Con la distruzione della Roma antica, quanto emergeva ancora dal suolo era semplicemente paesaggio; tutto il resto, rimasto nel sottosuolo, semplicemente non esisteva più. Da qui la continua sorpresa dei moderni di fronte all'antico "novamente ritrovato". E la storia è tutt'altro che chiusa.
Ma qualcosa era sottoterra fin dall'origine. La presenza nel sottosuolo romano di banchi di tenero tufo ha facilitato la creazione di "locali sotterranei": cunicoli scavati per fini idraulici, criptoportici (luoghi di svago), cimiteri, o semplici cave. Le catacombe, dalla denominazione - "ad catacumbas" - di alcune cave di pozzolana sull'Appia Antica, si formarono ampliando già vaste creazioni. I cristiani le popolarono di semplici loculi, di raffinati monumenti funerari di affreschi ed altari, ancora sorprendentemente conservati.
Così le oltre ottanta catacombe, tra cristiane ed ebraiche, appartengono al patrimonio sotterraneo. Sepolcreti dove, in un primo tempo, i cristiani e pagani erano tumulati insieme. A partire dal II secolo vere e proprie necropoli appartennero ai cristiani, sia perché (molto spesso) quelle pagane erano sacre agli dèi, sia perché i cristiani usavano la sepoltura invece della cremazione. Questi cimiteri erano ricavati in genere da cave di pozzolana e tufo e, al contrario di com'è stato più volte affermato, non furono mai utilizzati come luoghi di rifugio durante le persecuzioni. Nel IV secolo persero il loro carattere di sepolture per diventare luoghi di venerazione. Caddero in disuso quando i corpi dei martiri furono trasferiti nelle chiese della città per evitarne la profanazione. Nel Medioevo se ne perse addirittura la memoria.
Ma tutto quello di cui è venuti a conoscenza, è spesso difficile da visitare. Da qui l'iniziativa del Comune: è stato ora organizzato un sito Internet dell'Ufficio monumenti antichi e scavi archeologici della Sovraintendenza comunale, che non si limita a valorizzare il solo patrimonio sotterraneo, ma raccoglie informazioni su tutti i monumenti antichi di competenza del Comune di Roma, oltre che degli scavi in corso, delle nuove scoperte, della didattica e dei restauri.
Consultare le diverse schede, composte di testo e immagini, è agevole, molto più agevole che calarsi in un'apertura per scendere sottoterra. Mancherà forse il fascino del gradino sconnesso, dello sbalzo di temperatura, dell'umidità che rende insidioso il cammino su pavimenti scivolosi e soprattutto la penombra che spesso regna ancora in quegli ambienti, sfruttata da muschi e licheni. Ma avventurarsi in cunicoli virtuali può essere avventuroso quanto infilarsi in quelli veri. Non promettiamo certo Tomb Raider e ci dispiace non avere Lara Croft come guida, ma la rete sotterranea romana è altrettanto intrigante e al di sopra della comune fantasia..
Spesso le schede sui monumenti sono ampliate da integrazioni di approfondimento, facilmente richiamabili attraverso le parole chiavi evidenziate, dette link o collegamenti ipertestuali.
Partendo da www.comune.roma.it si snoda il percorso per giungere a Roma colta e successivamente arrivare alla voce Monumenti e scavi o più semplicemente digitando www.comune.roma.it/COMUNE/cultura/uffmonsc e quindi aprire l'home page e il menu da dove iniziare il vero e proprio itinerario alla scoperta della Roma dei secoli passati che convive con la Roma contemporanea.
Immagini di ieri e di oggi, piante ricostruttive con testi esplicativi per comprendere le funzioni, il ritrovamento e le condizioni dei diversi luoghi, ma anche mappe che daranno le coordinate della loro collocazione.
Così come molti manufatti sotterranei spesso sorreggono i nuovi edifici, così Internet sorregge la memoria e la conoscenza dei luoghi che con difficoltà vengono salvaguardati dall'incuria. Il pubblicizzare l'esistenza e, quindi, la storia di tali luoghi offre argomenti di discussione tra studiosi, essendo le schede dei diversi monumenti realizzate da archeologi interni e collaboratori esterni della Sovraintendenza.
All'interno della Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte della Sovraintendenza tutto il materiale viene raccolto ed elaborato, in alcuni casi completato con notizie particolari, mentre l'indispensabile collaborazione dell'Archivio Fotografico aiuta a reperire le immagini appropriate.
E' un lavoro redazionale agile per una "pubblicazione" facilmente aggiornabile con i nuovi ritrovamenti ed i lavori di restauro o scavo intrapresi, sorta di cantiere perenne metropolitano.
Con la creazione di nuove infrastrutture urbane è facile che qui a Roma una pala meccanica porti alla luce una tomba o una domus. Perché allora non documentare alcune di queste recenti scoperte come la costruzione rustica dell'Auditorium rinvenuta durante i lavori per costruire la struttura musicale al Flaminio, per non rischiare un suo sprofondamento nell'oblio del cemento? E le ville dello SDO? Meglio agire prima che siano di nuovo ricoperte dalla terra. L'aggiornamento in progress dei lavori per la creazione del Parco Archeologico dei Fori Imperiali o il lavoro di restauro di un edificio o di una scultura potranno essere sistematicamente oggetto di spazi virtuali per la conoscenza delle trasformazioni che la città dei Cesari, dei Papi e dello Stato continua a vivere.
In occasione del ritrovamento dell'affresco nel criptoportico sul Colle Oppio il sito sui monumenti è stato visitato da numerosi studiosi, specialmente olandesi, e dai cittadini curiosi di sapere e vedere la straordinaria rappresentazione una probabile città ideale nell'antica Roma. Messaggi da studiosi stranieri sono arrivati anche per posta elettronica, contribuendo immediatamente a tener vivo il dibattito scientifico.
Ma non sempre è possibile ricevere in "tempo reale" testi di quel tale ritrovamento o di quel particolare scavo, un po' per le urgenze amministrative ad esse connesse e un po' per avere un panorama più completo possibile su ciò su cui si sta operando, ma poi tutto viene collocato nel giusto "cunicolo" a portata di mouse.
Così l'esistenza di questa "Roma proibita", che si snoda in una ragnatela di cunicoli, cripte, aule e stanze, dove l'accesso, spesso, richiede basilari nozioni speleologiche, torna ora in superficie nei cunicoli della Rete Internet. Una Rete che potrà anche evitare le "sorprese" del sottosuolo durante i lavori di urbanizzazione, realizzando una mappa informatica consultabile da tutti.
Così una città solo immaginabile, dove i tumultuosi corsi sotterranei d'acqua rendono difficile la visita, può essere ammirata e percorsa nel monitor di un computer , senza limitarsi a contemplare le bellezze e i misteri di Roma sotterranea attraverso le illustrazioni dei libri e a supporre la possibile collocazione di una struttura a partire da poche foto o piantine scisse da una visione complessiva.
Gianleonardo Latini, Marco Pasquali (Sovrintendenza Archeologica - Comune di Roma)
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