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Perchè un sito sulle cavità sotterranee ? Scopi e finalità

La realtà geologica ha profondamente influenzato la storia umana sin dalla preistoria; basta qui velocemente accennare al fatto che la periodazione storico-culturale delle prime fasi dello sviluppo umano è basata su termini appartenenti al contesto geologico e/o tecnologico-minerario: età della pietra (paleolitico, neolitico), età del bronzo, del ferro, ecc.. Inoltre va considerato il fatto che fra le prime attività tecnologiche sono presenti quelle basate sul prelievo di elementi "geologici", come la lavorazione ed il commercio della selce, l' estrazione e la lavorazione di argille per la realizzazione di recipienti in terracotta e manufatti fissili, ecc.. Non trascurabile, dal punto di vista della storia artistica, la presenza delle prime pitture rupestri in ambiti naturali sotterranei (grotte di Altamira, di Lascaux, ecc.), cosa che fa supporre un legame religioso e misterico con elementi dell'ambiente geologico e del sottosuolo, quale grotte, sorgenti, ecc. Le condizioni geologiche, geomorfologiche e risorse geologiche disponibili hanno inoltre sovente condizionato la nascita e lo sviluppo delle comunità umane fino a determinarne in alcune aree la scelta come sito abitativo: basti pensare alle prime civiltà potamiche sviluppatesi grazie alla presenza di un corso d'acqua che rappresentava nel contempo una facile via di comunicazione, il luogo più economico per l'approvvigionamento idrico, la possibilità di sfruttare l'energia idraulica, ecc. (Egitto, Mesopotamia, ecc.).

Nel complesso rapporto fra uomo e ambiente geologico, particolare importanza ha avuto una serie di interventi che hanno portato alla realizzazione di cavità, ambienti e gallerie sotterranee: fra queste va mensionata la possibilità di realizzare ambienti funzionali in sotterraneo, di reperire materiali da costruzione idonei e di facile scavabilità durante le fasi di espansione urbanistica (tufi, pozzolana, sabbie, ecc.) e/o la presenza di risorse minerarie che hanno permesso la nascita di villaggi per le maestranze addette agli scavi, e successivamente lo sviluppo di vere e proprie città minerarie sin dall'epoca etrusca e romana (Sulcis, Isola d'Elba, Allumiere, ecc.). Altre attività che si sono esplicate nel sottosuolo e hanno prodotto vuoti sotterranei sono costituite dalla realizazione di infrastrutture atte alla captazione di risorse idriche sotterranee, vale a dire cunicoli drenanti, acquedotti sotterranei, cisterne, ecc. Infine l'uso di inumazioni sotterranee con catacombe, colombari che si sono sviluppate sin dall'epoca etrusca e fino ai primi secoli del cristianesimo hanno contribuito a far sì che in alcune zone il sottosuolo fosse percorso da una fitta serie di vuoti, cavità, cunicoli, ecc.

Cisterna - Roma (Centro Storico)

A tutte queste cavità prodotte dall'azione escavatrice dell'uomo, sia per fini estrattivi che per usi funzionali, andrebbero aggiunte, per completezza, le cavità prodotte da fenomeni naturali, e cioè la formazione di grotte per dissoluzione chimica di rocce carbonatiche, le quali a volte sono state frequentate dalle comunità umane preistoriche, con scopi religiosi e/o di ricovero.

La presenza di cavità sotteranee, conosciute ed a volte sconosciute e/o dimenticate, determina a tutt'oggi oggettive condizioni di rischio per le infrastrutture e le attività di superficie, soprattutto in aree urbane. Le conseguenze sono costituite da crolli, voragini, lesioni più o meno gravi sulla stabilità dei manufatti, subsidenze, ecc.

Tale problema, soprattutto per le cavità di origine antropica, è particolarmente significativo in Italia che è caratterizzata da una storia più che bimillenaria durante la quale gli uomini hanno d'abitudine estratto materali naturali da costruzione ed hanno sovente utilizzato il sottosuolo per costruire ambienti per le più varie funzioni (ricoveri, catacombe, serbatoi, ecc.): basti citare gli esempi più noti di Roma, Napoli, i numerosi centri abitati minori campani, laziali, pugli, lucani, ecc, e le antiche aree minerarie attualmente abbandonate (p.es. Sulcis, ecc.).

E' ben evidente che tale situazione, particolarmente grave nelle aree urbane, avrebbe richiesto un più accorto uso del territorio e scelte urbanistiche più attente alla realtà geoambientale; invece il risultato odierno è che l' espansione edilizia disordinata del dopoguerra (e pensiamo in particolare alle città di Napoli e Roma) ha realizzato interi quartieri densamente popolati al di sopra di una estesa rete di gallerie. Ad oggi la situazione è tale che frequentemente dissesti, voragini, cedimenti, lesioni ad edifici provocano danni economici e rischi per la popolazione residente, senza che tutto ciò sia preso nella giusta considerazione dal parte della Pubblica Amministrazione con interventi programmatici e mirati e non isolati e sporadici, presi soltanto in occasioni di eventi disastrosi.

Un aspetto "moderno" delle problematiche relative agli ambienti sotterranei è inoltre la frequenza con la quale oggigiorno si realizzano gallerie per arterie stradali e ferroviarie anche in ambiente urbano; tra l'altro la mancanza di spazio superficiale viene sempre più frequentemente risolto con la realizzazione di ambienti funzionali in sotterraneo ed a volte anche utilizzando cavità preesistenti.

Il sito qui proposto ha lo scopo di raccogliere dati e favorire lo scambio di esperienze e vuole essere la sede per discutere tutta una serie di problematiche di studio degli ipogei, con principale finalità alla valutazione del rischio per il sistema insediativo urbano e per la sicurezza delle popolazioni.

Una prima lista di contenuti di discussione può essere la seguente:

Gli argomenti di cui sopra vanno visti alla luce della complessità di operare in ambienti urbani.

Le professionalità coinvolte, alle quali chiediamo la attiva collaborazione per far vivere il sito, sono: geologi, speleologi, geofisici, archeologi, ingegneri, urbanisti, ecc.

Maurizio Lanzini, Massimo D'Alessandro

 

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