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Area del carso triestino e monfalconese:

Il fiume Timavo e le sue sorgenti

RILIEVO

E' l'area dove e' nata e si e' evoluta nella sua prima fase l'attivita' speleosubacquea regionale. A tutt'oggi e' la zona dove si potranno avere sviluppi notevoli sia della tecnica che delle conoscenze scientifiche.

I primordi della speleologia nazionale nascono con l'esigenza di captare l'acqua sotterranea per dissetare l'area cittadina di Trieste. E' legata al corso sotterraneo del Timavo la nascita dell'esplorazione delle grotte e dei loro sifoni.

Il fiume Timavo ha le sue sorgenti alle pendici del monte Dletvo (gruppo del m.Sneznik), percorre un alveo in Flysch per 55 km. poi e' inghiottito dai calcari nelle grotte di Skocjanske.
Dopo un percorso sotterraneo sconosciuto, una parte di esso riemerge alle sorgenti di S.Giovanni di Duino.

Molte immersioni effettuate da vari sub si spinsero solo in prossimita' delle bocche di uscita. Le prime immersioni impegnative furono effettuate nel 1956 da G.Cobol, G.Tomei e G.Coloni che si spinsero per 145 m. nel Ramo 1. Cobol nel 1967 avanzo' nel III Ramo per 168 m.
G.Crevatin, L.Longo e M.Zarotti (SAS) rilevarono accuratamente il labirinto d'entrata del Ramo 3 nel 1979.

C.Touloumdjian tra il 1980 e il 1981 percorse un sistema di gallerie relativamente basse, probabilmente sovrapposte a piu' livelli, che convergono verso i punti di uscita e raggiunse una vasta camera con dimensioni difficilmente misurabili, il cui fondo e' posizionato circa a - 60 m. sotto il livello del mare. Si suppone che rappresenti il collettore principale del fiume. Nel 1988 J.J.Bolanz collego' il Ramo 3 con la Grotta del Timavo.

Il primo serio tentativo di coordinare tutti i dati raccolti con le immersioni precedenti e di proseguire in maniera organica le esplorazioni inizia nel 1989 con il Progetto Timavo, coordinato dai gruppi grotte SAS, SAG, CGEB di Trieste coadiuvati dall'Universita', ACEGA, Museo Civico, Speleovivarium s.a.s. e in collaborazione con equipe francesi, tedesche e cecoslovacche.

Nel 1989 il cecoslovacco M. Piskula con la sua equipe risagolo' e ritopografo' tutto il precedente percorso, compresa una nuova diramazione. In questa impresa fu coadiuvato dagli speleosub italiani A.Fabbricatore, G.Crevatin, S.Satta e L.Postogna. Fu raggiunta la profondita'` di - 62 m. con un totale di 1000 m. di gallerie rilevate.

Nel 1990 lo sviluppo rilevato delle gallerie raggiungeva i 1600 m. Si collegarono la Prima Bocca e il Ramo 3 (P.Lance - S.Satta) con la Grotta del Timavo (4583 VG). Touloumdjian raggiunse nella grande camera la profondita' di - 75 m. e realizzo' il collegamento con il Pozzo dei Colombi (227 VG).

Il progetto Timavo continuera' in futuro con un lavoro che si estende alle finestre sotterranee sul fiume, oltre che la Grotta del Timavo e il Pozzo dei Colombi, anche all'interno dell'abisso di Trebiciano (17 VG).

Le immersioni in queste gallerie dovranno tenere in debito conto i rischi oggettivi e particolarmente insidiosi che riservano queste acque. Il freddo intenso, la visibilita' costantemente quasi nulla, il fluttuare inaspettato della forza delle correnti con locali accertati fenomeni di effetto venturi, la profondita', l'andamento labirintico delle condotte, i frequenti crolli che avvengono in maniera naturale, il logorio delle sagole, esigono programmazioni precise e fanno diventare le immersioni di punta tra le piu' difficoltose da realizzare.

Daniele Cirillo (Delegato regionale Scuola Nazionale di Speleologia Subacquea)

 

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SCUOLA NAZIONALE di SPELEOLOGIA SUBACQUEA

(Società Speleologica Italiana)

via G.da Coderta 15, 31100 Treviso (tel. 0422/411520)

 

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