Fontanone di Rio Negro (142/114
FR)
Si trova sulla destra del Rio Negro, affluente
di dx del Tagliamento, nei pressi dei resti dello stavolo Fosazon,
a 722 metri di quota. Questa bella e interessante grotta si sviluppa in ambiente quasi del
tutto aereo dopo il sifone iniziale. Questo fu superato negli anni '70 dal Gruppo Grotte
della Associazione XXX Ottobre, che esploro' quindi il ramo principale fino al fondo
attuale. Nel 1989 Maurizio Deschmann e Massimo Halupca (J.O.S.P.D.T) ripresero
l'esplorazione, superando il sifone sospeso interno e individuando una condotta che sbuca
sulla sommita' del grande camino alla sommita' dei pozzi. La cavita', molto ben
concrezionata nella galleria superiore, presenta tracce evidenti di importanti variazioni
del regime idrico, testimoniate anche dalle piene osservabili all'esterno. Osservando la
struttura della cavita' appare difficile immaginare come queste piene si realizzino, visto
l'andamento verticale della seconda parte. Il fondo si trova praticamente a livello del
Tagliamento, e in numerosi tratti sono presenti depositi di ghiaia, senza tracce di fango
o di altri detriti.
(Cartografia : IGM 1:25.000 13 II SO Ampezzo).
- ACCESSO
- Lungo la strada che da Mediis porta al Passo
Rest si giunge alla diga che sbarra il Tagliamento (parcheggio e possibilita' di
campeggio). Si risale il greto del fiume per circa 4 km fino alla confluenza del Rio
Negro, con numerosi guadi. Si rimonta per ripida traccia sul lato destro. Il
sentiero diventa quindi una comoda mulattiera che sale regolarmente a mezza costa. Si
attraversano alcuni canali fino a trovarsi alla sommita' di un canalone molto piu'
pronunciato dei precedenti. Si ritorna indietro di qualche decina di metri e si scende nel
bosco verso una radura sul bordo del canale. Da qui la caverna iniziale e' ben visibile.
(Circa 1,5 ore).
-
- DESCRIZIONE
- Il sifone si trova sul fondo della caverna. La prosecuzione e'
costituita da una piccola condotta che parte dal lato opposto del laghetto e scende fino a
sbucare in ambiente vasto, con numerosi massi di crollo. La lunghezza varia da 50 a 60
metri a seconda del livello dell'acqua, la profondita' da 10 a 11 metri. Dopo la
riemersione la galleria continua in leggera salita per circa 350 metri in ambienti
splendidamente concrezionati, in alcuni tratti occupata da laghetti di acqua limpidissima.
Il sifone sospeso si evita con un'arrampicata su una colata di concrezione. Una galleria
laterale col fondo sabbioso e la volta concrezionata parte sulla destra dal punto massimo
raggiunto. Quando la galleria ridiscende, la morfologia cambia. Si giunge in un ambiente
occupato da crolli in cui confluisce anche la galleria che conduce alla riemersione del
sifone interno. Un piccolo arrivo d'acqua forma una pozza sifonante, passata in apnea con
qualche difficolta', oltre la quale parte una condotta che sbuca alla sommita' di uno dei
grandi camini sulla via del fondo. Questa comincia dalla caverna con un P18 superabile in
arrampicata, alla base del quale la galleria prosegue, ora marcatamente attiva fino a un
passaggio sifonante superabile in apnea. Si giunge alla sommita' del P50, che si presenta
come un grande imbuto ghiaioso. Si supera un altro laghetto, un P22 inclinato, cui segue
una ripida condotta, fino al grande P55, inclinato anch'esso, alla cui base si trova il
sifone terminale, a -217 m.
Maurizio Deschmann

SCUOLA NAZIONALE di
SPELEOLOGIA SUBACQUEA
(Società Speleologica Italiana)
via G.da Coderta 15, 31100 Treviso (tel.
0422/411520)