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La grotta Parolini

RILIEVO

GEOLOGIA E CARSISMO
 
La Grotta Parolini(Cogol dei Siori) assieme alla vicina Cecilia di Baone (Cogol dei Veci), costituiscono il complesso delle risorgenze di Oliero. Queste due risorgenti sono gli esutori principali del massiccio carsico dei Settecomuni. Si aprono nella Dolomia Principale del Triassico Superiore a quota 150 m. circa.

Gli strati di dolomia si immergono con inclinazione 5 e direzione NNE. La portata idrica della grotta Parolini puo' variare da un massimo di 40 mc/sec ad un minimo di 0,8. Questi valori sono tuttavia eccezionali, normalmente le oscillazioni sono da 20 a 0,2 mc/sec. L'altra risorgenza ha una portata compresa tra 2 e 0,5 mc/sec con massime di 20 e minime di 0,2 mc/sec.

Le variazioni di portata sono rapide e concentrate in poche ore. Anche i tempi di risposta rispetto alle precipitazioni sull'Altopiano di Asiago sono piuttosto brevi (6 - 12 ore).

STORIA ESPLORATIVA
 
Il Cogol dei Siori venne esplorato dal nobile Alberto Parolini nel 1822, che la apri' al pubblico 10 anni dopo. Nel 1875 Ball ed il conte Almerico da Schio esplorarorono la parte iniziale dei rami alti. Nel 1963 Abrami con studi ed esplorazioni dette un notevole contributo alla conoscenza di questo fenomeno carsico. Risale a questo periodo il ritrovamento nelle acque della sorgente del Proteus Anguinus. Nel 1978 Il Gruppo Grotte Giara di Valstagna, con una intensa campagna proseguiva nell'esplorazione dei rami fossili.

Le prime esplorazioni sistematiche del tratto sifonante iniziarono nel 1981 (G.S. CAI Verona e COVAS Verona). Prima di allora erano state condotte solo alcune sporadiche visite e le notizie riportate erano piuttosto vaghe, se non contrdditorie. Mancando un quadro descrittivo sufficientemente preciso ed attendibile della parte subacquea, il 1 febbraio 1981 venne effettuata la prima immersione con lo scopo di procedere ad una ricognizione per programmare e pianificare, per quanto possibile, la successiva attivita'.

Ci si rese immediatamente conto di avere di fronte un complesso di vaste dimensioni che avrebbe richiesto un impegno notevole per condurre una campagna esplorativa continua e sistematica. L'inverno 1981 ci vide pertanto impegnati ad esplorare tutta la galleria che iniza sul fondo del laghetto fino alla frattura trasversale ed al cunicolo sulla destra che ne costituisce il termine. Per facilitare l'esplorazione in profondita' veniva stesa una robusta sagolatura fissata su chiodi. Un tentativo di proseguire nella spaccatura terminale non dava alcun esito per le esigue dimensioni dell'ambiente.

Nell'anno successivo, 1982, le immersioni riprendono il 24 gennaio, si e' rilevata la parte conosciuta del sifone con la realizzazionedi un servizio fotografico. Si prosegue anche nell'esplorazione forzando il cunicolo al termine della galleria iniziale che, dopo un pozzo, ci conduce in un'altra galleria sommersa di vaste dimensioni. L'esplorazione di una diramazione di destra, posta a circa due terzi della galleria principale, ci riporta nelle zone appena scoperte, agevolando il percorso e riducendo il tragitto. Le solite piene primaverili ci costringono a concludere l'attivita'.

Svanita ormai la speranza di superare il sifone e di trovare un'altra parte subaerea, l'anno dopo si prosegue nelle operazioni di rilievo ed esplorazione. Raggiunti i limiti consentiti dalle modeste attrezzature che avevamo a disposizione a quel tempo, nel 1984 terminiamo la campagna esplorativa cercando inutilmente prosecuzioni nei camini pieni di fango notati negli ultimi tratti del sifone. Un paio di anni dopo con alcune puntate si continua ancora fino a circa 500 m. dall'ingresso, poi una equipe italo svizzera dotata di mezzi imponenti, proseguira' l'esplorazione senza pero' giungere alla fine. Il fiume sotterraneo di Oliero prosegue e le prossime esplorazioni ci diranno dove conduce.

DESCRIZIONE
 
Si accede al sistema subacqueo immergendosi nel lago della Grotta Parolini. Il fondo varia tra 9 e 10 m. di profondita' ed e' formato per la gran parte da ciottoli levigati, anche di dimensioni considerevoli, oltre a qualche masso di crollo.

In direzione NO si apre la galleria iniziale, scendendo la scarpata formata da ciottoli si giunge alla profondita' di 15 m. dove il sifone assume una sezione rettangolare con dimensioni medie di 6 x 3 . Il pavimento diventa piatto, regolare e levigato senza alcun deposito. In condizioni idriche normali la visibilita' e' di circa 6 - 8 m. Il sifone prosegue in lieve discesa sino alla profondita' di 18 m. In questo tratto forma e dimensioni restano pressoche' simili, tranne un punto dove la sezione si riduce considerevolmente e la corrente si fa pił sensibile. Poi la galleria si allarga, il pavimento si alza, la volta si abbassa sino ad una altezza che permette appena il passaggio con le bombole in spalla.

La galleria tocca i - 12 m., ed una frattura trasversale la taglia, la spaccatura il cui fondo e' a circa 19 m., e' molto stretta ed in alcuni punti il passaggio disagevole. Sulla destra in direzione SW parte un cunicolo di circa 80 cm. di diametro. Qui termina la galleria iniziale che ha direzione NW, W, SSW. Superato il cunicolo lungo circa 8 m. si scende verticalmente fino a - 19 m., qui, oltre un diaframma di roccia che costringe ad un passaggio basso, si entra in un'altra galleria che risale fino a - 15 m.; si prosegue in piano per un breve tratto, quindi si inizia a scendere in profondita' sempre piu' rapidamente.

La sezione di questa prima parte della galleria e' semicircolare di dimensioni medie 7 x 4 , nella seconda parte, a mano a mano che scende in profondita' le pareti si avvicinano, il soffitto si mantiene alto ed il sifone assume l'aspetto di una forra. Il pavimento e' formato da massi di crollo che nella prima parte sono anche di notevoli dimensioni. La visibilita' e' ancora buona anche se al ritorno si riduce parecchio. Questa galleria e' orientata a NW.

Dalla galleria iniziale e' possibile accedere all'altra attraverso un laminatoio che si apre sulla destra in direzione WSW, dopo circa due terzi di percorso. E' un passaggio molto basso, non piu' di 80 cm. nell'ultima parte, ma che fa risparmiare tempo. In tutto il sifone si avverte una notevole corrente, in modo particolare nella prima parte dove e' piu' intensa.

Giuseppe Minciotti (Gruppo speleologico CAI di Verona)

 

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SCUOLA NAZIONALE di SPELEOLOGIA SUBACQUEA

(Societą Speleologica Italiana)

via G.da Coderta 15, 31100 Treviso (tel. 0422/411520)

 

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