ASSONET - Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione NETwork Speleologia Subacquea
lin_ver.jpg (1812 byte)

APOGON

APOGON

CENTRO DI SPELEOLOGIA SOTTOMARINA (O.n.l.u.s)


NUOVE SCOPERTE NEL CANALE D’OTRANTO

(di Raffaele Onorato)

Otranto: città magica, con tratti costieri che sono, sicuramente, tra i più belli del litorale orientale italiano. Una costa che, oltre all’importanza storica e naturalistica, può vantare un notevole interesse speleosubacqueo. Sono numerose, infatti, le cavità sommerse che gli speleosub del Centro di Speleologia Sottomarina Apogon ed i ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Lecce, hanno scoperto e catastato lungo questo tratto di litorale. Alcune di esse, come la grotta de Lu Fau o de Lu Lampiune, erano già state scoperte ed esplorate alcuni anni fa, altre, invece, sono entrate da poco nel patrimonio catastale della Federazione Speleologica Pugliese. Tutte queste cavità custodiscono al loro interno dei veri tesori carsici e biologici.

In alcune di esse, sono state osservate varie stalattiti, grandi fino a quasi due metri in lunghezza e 40 cm di diametro, completamente costituite da materiale organogeno. Questi "speleotemi", attualmente studiati dal Prof. Paolo Forti, dell’Istituto Italiano di Speleologia, e dal Prof. Genuario Belmonte, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Lecce, presentano una particolare caratteristica: essi hanno costantemente una chiara direzionalità e puntano verso il centro delle gallerie sommerse, contro la corrente dominante all’interno della grotta. La cosa sorprendente è che queste stalattiti sono morfologicamente molto simili alle trays di gesso descritte nelle grotte del Nuovo Messico (Calaforra & Forti, 1994) anche se le condizioni al contorno sono ovviamente diversissime nei due casi: sommersione totale nelle grotte di Otranto, condizioni aeree e con bassissima umidità per le trays del Nuovo Messico.

Sulla base delle osservazioni condotte in grotta e di quelle successivamente effettuate in laboratorio, si è giunti alla convinzione che la loro genesi (come del resto la loro forma esterna) è abbastanza simile a quella delle trays della Rocking Chair Cave in Nuovo Messico

Fino ad oggi nessuna stalattite totalmente organogena era mai stata descritta per l’ambiente delle grotte marine e quindi si può ragionevolmente ritenere che le condizioni idrodinamiche e di biocenosi delle grotte sottomarine di Otranto siano del tutto particolari, avendo permesso la genesi di queste grandi concrezioni che, per la loro morfologia e per il loro meccanismo genetico, dovrebbero essere chiamate "Trays biogeniche". Un’equipe internazionale, guidata dal prof. Antonioli, sta cercando di datare le concrezioni, con avveniristici sistemi di ricerca.

L’importanza della scoperta scientifica, però, non è seconda all’episodio squisitamente umano che ha caratterizzato il rinvenimento di queste cavità.

Una delle nuove grotte sottomarine di Otranto, in particolare, ha toccato il cuore dei nostri esploratori degli abissi. In essa l’erosione carsica ha scolpito, in un diaframma di roccia, in modo pressoché perfetto, un grande "tau" o croce greca, e delle piccole trays lo hanno impreziosito con i loro merletti. Una lama di luce, che penetra da un ingresso opposto a quello da cui gli speleosub si sono introdotti nella cavità, illumina la "croce". E’ come se il grande Tau brillasse di luce propria, e si staglia netto ed emozionante, con la sua aura azzurrina, nel buio abissale dell’ipogeo.

Questa incredibile ed affascinante formazione, aveva indotto gli speleosub del Centro Apogon ed i ricercatori dell’Ateneo leccese, ad imporre il nome di "Grotta del Tau" alla cavità. Pochi giorni dopo la scoperta, però, l’immane tragedia delle torri gemelle ha sconvolto il mondo.

Otranto è la città dei martiri cristiani; nella grotta, il grande Tau calcareo richiama il simbolo cristiano del martirio ma anche della speranza e della vittoria del bene sul male. Tutti questi elementi hanno spinto gli speleosub dell’Apogon e gli studiosi leccesi a dedicare l’ipogeo a tutte le vittime del terrorismo. La bella cavità, vera cattedrale sommersa, si chiamerà "Grotta Manhattan".

 


CENTRO DI SPELEOLOGIA SOTTOMARINA "APOGON"

C. P. 100 - 73048 Nardò (Italy)

posta per apogon@interfree.it


| Home Page | Indice di Speleologia Subacquea |Info posta per |
lin_ver.jpg (1812 byte)
For a basic translation you may copy the address (url) of this page and paste to

 Altavista Translation with Systran